di Andrea Pasinilunedì 6 luglio 20265' di letturaCi sono giornalisti destinati a raccontare il presente e altri che riescono a cogliere i cambiamenti prima che diventino evidenti a tutti. Oriana Fallaci apparteneva a questa seconda categoria. Con uno stile diretto, coraggioso e spesso controcorrente, la scrittrice e giornalista fiorentina mise al centro del dibattito un tema che, a distanza di oltre vent’anni, continua a dividere l’opinione pubblica: il rapporto tra l’Occidente e l’Islam radicale.
Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, la Fallaci sostenne che il terrorismo jihadista non fosse un fenomeno isolato, ma la manifestazione più estrema di un’ideologia che, secondo la sua analisi, entrava in contrasto con alcuni principi fondamentali delle democrazie occidentali: la libertà di espressione, la separazione tra Stato e religione, l’uguaglianza tra uomo e donna, il primato della legge civile e la tutela dei diritti individuali.
Per queste posizioni venne duramente criticata. Molti la accusarono di generalizzare una realtà estremamente complessa. Tuttavia, con il passare degli anni, il tema della radicalizzazione islamista è diventato uno dei principali dossier di sicurezza per numerosi Paesi europei.








