di Andrea Pasinigiovedì 18 giugno 20266' di letturaTra terrorismo, radicalizzazione e libertà: questo è un dibattito che l’Europa non può più permettersi di ignorare. E va affrontato con lucidità e coraggio. A oltre vent’anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, il tema dell’islamismo radicale continua a rappresentare una delle questioni più delicate e controverse del nostro tempo. Le guerre in Medio Oriente, gli attentati terroristici che hanno colpito negli anni città europee come Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, Berlino e Vienna, i processi di radicalizzazione online e le attività di propaganda jihadista dimostrano come il fenomeno non appartenga al passato, ma che oggi più che mai sia di profonda attualità. È in questo contesto che tornano inevitabilmente alla mente le parole di Oriana Fallaci e di Magdi Cristiano Allam, due figure profondamente diverse per storia personale e percorso culturale, ma accomunate dall’aver denunciato con largo anticipo i rischi rappresentati dall’islamismo radicale. Quando Oriana Fallaci pubblicò La rabbia e l’orgoglio all’indomani degli attentati alle Torri Gemelle, il dibattito italiano si divise profondamente.Per alcuni la giornalista fiorentina rappresentava una voce coraggiosa che denunciava una minaccia che molti preferivano ignorare. Per altri le sue analisi apparivano eccessive e diciamo così: troppo severe. A distanza di oltre vent’anni, il giudizio sulle sue opere continua a dividere. Tuttavia una delle domande poste da Fallaci resta ancora oggi di stretta attualità: come può una società democratica difendere i propri valori quando si trova di fronte a ideologie che rifiutano la libertà individuale, la laicità dello Stato, il pluralismo e la pari dignità tra uomo e donna? È una riflessione che continua a interrogare l’Europa e che va ben oltre le polemiche che accompagnarono la pubblicazione dei suoi libri.Accanto alla figura di Oriana Fallaci emerge quella di Magdi Cristiano Allam, giornalista, scrittore e profondo conoscitore del mondo arabo e islamico. Da oltre vent’anni ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare personalmente Magdi Cristiano Allam. Un’amicizia della quale vado sinceramente orgoglioso e che mi ha consentito di confrontarmi direttamente con il suo pensiero, con la sua esperienza umana e con le sue riflessioni su temi che oggi sono tornati di strettissima attualità. Ho sempre conosciuto in lui una persona perbene, umile, disponibile al dialogo e dotata di una profonda conoscenza del mondo arabo e dell’Islam, realtà che conosce dall’interno per storia personale, cultura ed esperienza diretta.Nato al Cairo da una famiglia musulmana, Magdi Cristiano Allam compì nel 2008 una scelta destinata a segnare profondamente la sua vita. Durante la Veglia Pasquale celebrata nella Basilica di San Pietro fu battezzato da Papa Benedetto XVI, scegliendo pubblicamente di abbracciare la fede cristiana. Fu una decisione che ebbe enorme risonanza internazionale e che lo espose a minacce e intimidazioni provenienti da ambienti dell’islamismo radicale. Nonostante ciò, non ha mai rinunciato a difendere il principio della libertà di coscienza, della libertà religiosa e del diritto di ogni persona a scegliere liberamente il proprio percorso spirituale.Quando oggi si parla di radicalizzazione, terrorismo jihadista, sicurezza e integrazione, non posso fare a meno di ricordare molte conversazioni avute con Magdi molti anni fa. Temi che allora apparivano lontani e che spesso venivano considerati marginali o addirittura esagerati. Eppure, osservando quanto accaduto negli anni successivi, è difficile non riconoscere che molte delle questioni da lui sollevate siano tornate con forza al centro del dibattito pubblico. Non significa sostenere che avesse ragione su tutto. Non significa considerare infallibile ogni sua analisi. Significa però riconoscere che molte delle sue riflessioni sull’estremismo religioso, sulla radicalizzazione e sulla necessità di distinguere tra fede religiosa e ideologia politica continuano a essere discusse nelle istituzioni, nei centri di ricerca e negli organismi di sicurezza occidentali.Uno degli aspetti sui quali Magdi Cristiano Allam ha insistito maggiormente riguarda la distinzione tra Islam e islamismo radicale.