"Era una persona molto seria, disciplinata, dura soprattutto con sé stessa, che metteva il lavoro al di sopra di tutto". È forse da qui che bisogna partire per provare a raccontare Oriana Fallaci lontana dal personaggio, dalla donna che il mondo ha conosciuto attraverso le sue interviste, i suoi libri, le sue battaglie e le sue parole spesso scomode. A vent’anni dalla morte, a Firenze torna invece il ricordo dell’Oriana privata, della zia, della donna che dietro quella corazza aveva costruito la propria vita attorno a una disciplina quasi assoluta. A raccontarla è Edoardo Perazzi, il nipote che ne ha conosciuto il volto più intimo e che domani sarà alla Fondazione Franco Zeffirelli, in piazza San Firenze, per l’incontro "Oriana Fallaci – Una donna, una maledetta toscana", organizzato dalla Fondazione Einaudi. Un’occasione per tornare sulla figura della grande giornalista e scrittrice, ma anche per provare a capire cosa si nascondesse dietro quella "maledetta toscana" che non ha mai avuto paura di essere sè stessa.
Edoardo, sua zia è stata una donna capace di parlare al mondo intero, ma in famiglia chi era davvero Oriana? "Oriana non faceva distinzione tra il pubblico e il privato. Era una persona molto seria, che poneva il lavoro al di sopra di tutto. Ovviamente era anche molto simpatica, generosa, spiritosa, romantica, una donna a cui piaceva cucinare. Ho inoltre tante foto di mia zia che dipinge, che fa il punto croce... Era davvero un piacere stare con lei anche se noi familiari eravamo sempre sul chi va là. Ricordo le sue sfuriate improvvise e formidabili che potevano essere dettate da frustrazione o disappunto. Nonostante tutto questo, aspettavamo sempre con gioia il suo arrivo: ci portava a casa regali strepitosi e amici straordinari. Ricordo astronauti, attori come Sofia Loren, che oltretutto era anche una delle sue migliori amiche, intellettuali".









