HomeFirenzeCosa FareFirenze, incontro su Oriana Fallaci alla Fondazione ZeffirelliIl 9 settembre alle ore 17 a ingresso libero. A ricordarla a venti anni dalla morte saranno Anna Paola Concia, il nipote della scrittrice Edoardo Perazzi, Riccardo Mazzoni e Riccardo NenciniOriana Fallaci (foto da Ansa)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 6 settembre 2026 – Fra pochi giorni ricorrono i vent'anni dalla morte di Oriana Fallaci, avvenuta il 15 settembre 2006. A vent’anni dalla sua scomparsa, Firenze torna a interrogarsi su quella donna che il mondo ha conosciuto, letto, ammirato e anche combattuto. Perché ci sono persone che appartengono a una città. E poi ci sono quelle che, con la loro forza, finiscono per incarnarla. Oriana Fallaci era Firenze: ruvida, orgogliosa, irriverente, colta, passionale. Una fiorentina fino al midollo, capace di amare la propria città con la stessa intensità con cui sapeva sfidarla. L’appuntamento è per il 9 settembre alle 17, alla Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, in piazza San Firenze 5, con l’incontro dal titolo “Oriana Fallaci. Una Donna. Una maledetta toscana”, promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi.

Un incontro che assume un significato particolare proprio nel luogo dedicato a un altro grande fiorentino diventato patrimonio del mondo: il suo amico Franco Zeffirelli. Perché tra Fallaci e Zeffirelli non c’era soltanto la comune origine fiorentina. C’era un’amicizia vera, fatta di caratteri forti, di passioni, di battaglie e di una stessa insofferenza verso le mezze misure. Zeffirelli ricordava come fossero «due fiorentini di carattere simile e con un simile destino». Il loro legame passò anche attraverso Firenze, la città che entrambi amavano profondamente e dalla quale entrambi si sentirono, in momenti diversi, non sempre pienamente riconosciuti. Dopo l’alluvione del 1966, fu proprio Oriana a cercare Zeffirelli. Da quell’incontro nacque una collaborazione e una lunga amicizia “pro Firenze”. E quando Oriana morì, Zeffirelli volle esserci. Fu tra i pochissimi presenti alla tumulazione privata e depose sulla sua bara il Fiorino d’oro che Firenze aveva assegnato a lui. È anche questa Oriana cosi umana e vulnerabile che l’incontro del 9 settembre vuole riportare al centro: non soltanto la giornalista delle interviste impossibili, la scrittrice dei bestseller, l’inviata che attraversò guerre e continenti. Ma la donna, con le sue contraddizioni, la sua solitudine, la sua ferocia intellettuale e quel sentimento quasi fisico per Firenze che non la abbandonò mai.