I rialzi non sono finiti. La Bce ha aumentato i tassi per la seconda volta di 25 punti base (al 2,50% sui depositi), ma non potrà abbassare la guardia. I dati sull’inflazione, anche quella core, parlano chiaro e c’è il rischio che il rialzo dei prezzi si allarghi ben oltre il fattore scatenante, il caro-energia. Il protrarsi del conflitto che coinvolge l’Iran ha spinto il prezzo del Brent oltre i 100 dollari al barile e lo scenario a lungo termine è tutt’altro che distensivo. Finora ci sono ancora poche prove che i maggiori costi energetici si stiano riflettendo in modo significativo sui salari o su pressioni più ampie sui prezzi. Tuttavia, i rischi sono chiaramente orientati al rialzo. Un conflitto prolungato, ulteriori danni alle infrastrutture petrolifere, scorte di gas ridotte e prezzi dei generi alimentari più elevati legati alla siccità potrebbero contribuire a mantenere l’inflazione a livelli più elevati per un periodo più lungo.L’aumento complessivo dell’inflazione resterà probabilmente ben sopra l’obiettivo nella prima metà del 2027, mentre la componente core (al netto quindi del fattore energia) dovrebbe aumentare fino all’inizio del prossimo anno e rimanere elevata nel 2027. I dati annuali medi restano superiori al 2% anche nel 2028: il 2,1% per l’inflazione complessiva e il 2,3% per quella core. Ciò non contraddice l’indicazione di Lagarde secondo cui l’inflazione potrebbe tornare attorno all’obiettivo a fine 2027. La Bce ha infatti alzato la crescita dello 0,9% nel 2026 e all’1,4% nel 2027, con l’1,5% previsto nel 2028. Una revisione che riflette «una capacità di tenuta dell’economia», che Lagarde definisce «una sorprendente resilienza».In questo contesto, alla decisione odierna di alzare i tassi all’unanimità, seguiranno ancora valutazioni sulla base dei dati. Guardando avanti però, il senso generale che sembra emergere è che la stretta non è finita e nei prossimi mesi seguiranno altri rialzi del costo del denaro, ben tre secondo diversi operatori dei mercati. Secondo Simon Dangoor, vice chief investment officer del reddito fisso di Goldman Sachs AM, Francoforte potrebbe dare il via a un nuovo aumento già a dicembre. Gli scenari alternativi mostrano perché Francoforte vuole mantenere piena libertà d’azione. In caso di shock energetico grave e persistente, l’inflazione potrebbe raggiungere il 5,4% nel 2027 e la crescita fermarsi allo 0,4%. Nello scenario più favorevole, invece, la rapida normalizzazione dell’energia porterebbe l’inflazione sotto il 2% nel 2027 e nel 2028. La direzione dipenderà quindi dall’evoluzione dello shock. Ma rispetto a luglio il messaggio è cambiato: la persistenza dell’inflazione è diventata il rischio dominante. Il ciclo di rialzi non è necessariamente destinato a proseguire, ma è difficile considerarlo al capolinea. Che poi a guidare questa fase sia ancora Lagarde è da vedere.«Non c’è niente di cui dare notizia», ha risposto la presidente della Bce alle voci di un suo possibile addio anticipato per assumere la guida del Forum economico mondiale.