di Annamaria Piacentinigiovedì 10 settembre 20262' di letturaMetti un regista come Mario Martone, aggiungi un attore superlativo come Tony Servillo nei panni del nonno, divertiti con un ragazzino più in gamba di un comico, e il gioco è fatto: “Scherzetto”è un film che piace. L'unica cosa che ci meraviglia è che sia fuori Concorso. Ne abbiamo visti tanti di film e di alcuni ce ne siamo anche innamorati, ma qui c'è il sapore della sorpresa, la gioia di un sorriso, la qualità ella regia e della sceneggiatura. “Mi ha sempre interessato il romanzo di Domenico Starnone a cominciare dal titolo, spiega il regista-”c'è una situazione familiare comica, tra fantasmi e due personaggi estremi: un nonno e il nipote. Una compattezza nei dialoghi e una riflessione sul tempo che passa, sull'arte e l'origine caotica del mondo.” Intanto Servillo che una settimana fa a Capri ha vinto, tra gli applausi, l'importante Premio Faraglioni ritirato nel Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo e organizzato da Capri Arte e dai fratelli Aldo e Bruno Damino è tornato a lavorare Napoli: le sue riflessioni? “Ho approfittato della bellissima sceneggiatura per raccontare un uomo (Daniele Mallarico) che sente avvicinarsi la vecchiaia, nonostante goda di una grande ammirazione da parte della gente per il suo lavoro artistico. Accompagno questo personaggio perché lo amo.Eppure mi chiedo: io sono veramente quello che credo di essere?” Ha una figlia, Betta (Serena Rossi) e un nipote Mario che in parte non conosce. Improvvisamente arriva la grande occasione: la figlia ha bisogno di lui, deve partire con il marito Saverio e non sa a chi affidare il figlio. Del resto i nonni servano anche a questo. Lo chiamano e lui, accetta. Parte da Milano dove vive da solo dopo la perdita della moglie e comincia la sua avventura: Mario è intelligente, ha soli 5 anni, in casa sa fare tutto e non ammette condizionamenti: un bel problema per il nonno che alla stessa età viveva sotto il controllo dei genitori . Tutti i bimbi in quegli anni erano “soldatini” ubbidienti , ma i tempi erano diversi, E' così il nonno che ha superato i settant'anni torna nella casa di famiglia dove ha vissuto tra i ricordi e i progetti per l'avvenire, rivivendo momenti emozionanti in compagnia dei fantasmi del passato. “E' un film che è stato governato dai sentimenti, sottolinea Servillo-”con il bambino abbiamo lavorato sul set per otto settimane, si è divertito”.Ma alla domanda rivolta al bimbo: “Andresti a vivere a casa di nonno Servillo? Prontamente risponde. “preferirei che venisse lui a casa mia, ho molti più giocattoli di quelli che erano sul set”. Due film in Concorso: “Un peu avant minuit”,con la storia di un quarantacinquenne francese che vuole andare in Italia per conoscere il padre biologico Prima passa a Parigi dalla figlia attivista , trascorre qualche giorno con lei e fa un bilancio della propria vita. E “Naza”, che parla delle uccisioni di massa di civili palestinesi da parte degli israeliani.