Quella di quest’anno a Venezia è una mostra del cinema straordinaria, grazie a una sezione Concorso che straripa di grandi film o capolavori, forse scavalcando perfino Cannes. E in cui domina trasversalmente la guerra della vita, familiare o meno, passando per quella sociale, fino alla guerra vera e propria.
Anche se non mi avevano entusiasmato gli ultimi due titoli – Tre piani (presentato nel 2021 a Cannes) e Il sol dell’avvenire –, per via di alcuni problemi di scrittura e sterile autoreferenzialità, Nanni Moretti ora incanta con questo nuovo lungometraggio, che sembra un capolavoro. Anzi, un film potentemente attraversato dalla grazia. Quanta leggerezza mista a profondità troviamo in Succederà questa notte. Una miscela perfetta di opposti raggiunta non con una scrittura introspettiva, ma descrivendo e costruendo azioni, situazioni, comportamenti (un exploit in sé), i dialoghi che diventano accompagnamenti importanti ma non determinanti.
Moretti, soprattutto, come un giovane innamorato della vita, ha il merito immenso di trasmettere una gioia che esplode nel finale – un finale che in pochi minuti sintetizza i fallimenti amorosi quasi con gratitudine verso la vita – in un momento estremamente cupo per il futuro del pianeta, con i giovani che si sentono abbandonati forse per sempre.














