Un grande festival si presenta sempre come un insieme caleidoscopico di visioni, di cui solo una parte costituita da titoli e nomi celebri da copertina, il cui meanstream va ovviamente a eclissare gli altri. Figuriamoci la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia quanti micromondi contiene tra le sue braccia lagunari, e quanto può proporre oltre ai blasonati Danny Boyle, Nanni Moretti, Kore-eda e Werner Herzog. Se state leggendo qui, anche a voi piace esplorare i nuovi linguaggi e le nuove voci del cinema, quindi essendo al giro di boa di questa Mostra 2026, ci avventureremo intanto tra un paio di opere prime della Settimana della Critica, quest’anno giunta all’edizione numero 41.
L’apertura in Fuori Concorso è stata affidata a Il grande Giaffa, di Marco Santi. Ne è protagonista Edoardo Pesce. I panni inamidati di un giornalista timido e imbelle lasciano che venga travolto da fortuiti eventi, così il suo Giacomo Falta assume l’identità di un attore sulla cresta dell’onda e pieno di sé. Siamo di fronte a una critica sagace rivolta al successo facile di un pifferaio senz’arte né note. La sintesi dello show dell’artista interpretato dal sempre tagliente Roberto Zibetti si avviluppa con poche parole in un non-sense di consensi logicamente inspiegabili: il pubblico è un bue adorante del nulla sul palco.










