Quest’anno, sulla Mostra del Cinema di Venezia vi ho scritto solo di film italiani. Una pura casualità che continuiamo con alcuni degli ultimi film del Lido. Iniziamo con un veterano Fuori Concorso: Mario Martone. Il suo Scherzetto proviene dal romanzo omonino di Domenico Starnone, trasformato in sceneggiatura da Ippolita Majo e dallo stesso Martone. Il ruolo del nonno illustratore dal carattere solitario e austero è di Toni Servillo, che duella sul grande schermo con la levità imprevedibile del nipotino interpretato da Lorenzo Perrotta, uno scricciolo di sei anni, che sul set ne aveva ancora cinque.
Due generazioni lontanissime e due modi opposti di vedere il mondo in questi personaggi presi in un dialogo costante, profondo e spassoso, ma anche thrillerico e salvifico che il piccolo attore regge miracolosamente senza mai cali, mentre Servillo diventa per la prima volta spalla saggia di un bambino. Riprendendo un filo narrativo mai spezzato con la sua città, Martone ambienta il film nella Napoli odierna avvolta intorno alla stazione, un mix di palazzoni e vicoli, ricordi e decadenza, vite in alveare e spazi aperti che ci sussurrano di restanza. Questo concetto lo incarna la madre del piccolo Mario, interpretata da Serena Rossi, che lascerà in casa per tre giorni bimbo e nonno in accoppiata inedita. In questo nuovo affresco della Napoli d’oggi le classi sociali sgomitano da un pianerottolo all’altro e la magia dei fantasmi dal passato ha ancora un peso importante nella vita reale. Potrebbe essere una bella sfida avventurosa per i nonni portare al cinema i nipotini per questa commedia piacevole e sfiziosa.











