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Una scena di Scherzetto

Venezia, 10 settembre 2026 – "Ma quale giovane regista?". Mario Martone lo racconta con una risata di come lui e Ippolita di Majo abbiano reagito all'ipotesi del produttore Luciano Stella di affidare la trasposizione di 'Scherzetto' di Domenico Starnone a un collega con qualche primavera in meno. Alla fine sono stati loro a trasformarlo in un film presentato Fuori Concorso a Venezia 83 con protagonisti Toni Servillo, Lorenzo Perrotta, Serena Rossi e Leonardo Lidi. ''Mi sono innamorato del romanzo a cominciare dal titolo'', spiega il regista. ''Due personaggi agli estremi della vita, una situazione familiare spesso comica, un unico ambiente, e dei fantasmi. Ma lavorando al film si sono affacciati anche i miei, difficili da tenere a bada, e ho cominciato a inseguirli con la macchina da presa'', racconta Martone che porta sul grande schermo la storia di un nonno e suo nipote. Daniele Mallarico è un celebre illustratore napoletano trasferitosi a Milano che, su richiesta della figlia, torna nella sua città e nella casa di famiglia per prendersi cura del nipotino Mario di cinque anni mentre lei e il marito sono via per lavoro. In quella casa, mentre cerca di lavorare a delle tavole, inizia a vedere i fantasmi dei suoi familiari. ''Da napoletano nato nel 1959, cresciuto in una famiglia di stampo patriarcale, ho ritrovato nel romanzo molte risonanze che mi appartengono'', ammette il regista. ''Volevo realizzare un film dal carattere prismatico: comico, drammatico e inquietante che fosse una “storia di fantasmi” e una meditazione sul tempo che passa e sulla vita. Ma anche un'opera sull'arte e sulla creazione, e sull'origine caotica del mondo rappresentata da questo bambino pronto a sconvolgere le giornate del nonno nei quattro giorni passati a Napoli''. Servillo nel film si confronta con il piccolo Lorenzo Perrotta che porta tutta l'energia, la spontaneità e la verità della sua giovane età sulla scena. ''Sapevamo che la difficoltà più grande era fare un film con un bambino, ma abbiamo avuto la fortuna che ci sia venuto incontro Lorenzo. Ha interpretato tutta questa avventura come un enorme gioco'', afferma l'attore. ''Arrivava sul set con le battute perfette tutti i giorni, conosceva anche le mie e se mi sbagliavo mi correggeva. Ci ha messi nella condizione felice di avere continuamente a che fare con un bimbo e non con un attore, dovendo mettere alla prova i nostri sentimenti sia nella professione sia nell'assecondare la natura della storia''. 'Scherzetto' è anche il ritratto di un artista in un momento di fragilità che deve ritrovare la sua arte, viene messo in discussione e ripensa al suo percorso mentre affronta un elemento destabilizzante che non può controllare. ''È uno degli elementi più affascinanti del racconto di Starnone tradotto da Mario'', dichiara Servillo.''Quest'uomo riflette sul senso del suo mestiere in relazione alle sue origini molto popolari, dalle quali ha voluto affrancarsi per diventare un venerato maestro dell'illustrazione a Milano. Riflette sul ''credito": 'Cos'è e che significato ha? Sono capace di definirmi autonomamente come artista o sono il risultato del credito che gli altri mi hanno dato?'''. ''Ho colto l'occasione per raccontare un uomo che sente l'arrivo della vecchiaia incrinare le proprie certezze. È una condizione drammatica ma feconda, che lo porta a percepire ciò che ha dentro e attorno in modo nuovo'', prosegue. ''Nel film deve illustrare 'L'angolo bello' di Henry James, dove un uomo incontra il fantasma di se stesso come sarebbe stato se fosse rimasto nella sua casa d'origine. È esattamente ciò che gli accade. Si interroga se l'immagine di sé corrisponda a chi è davvero. Disegna la madre, i padri, i fratelli e la gente del quartiere al posto dei personaggi di James perché gli sembra più autentico, anche se il suo editore lo considera un limite. È un bel ritratto dell'artista da vecchio''.