VENEZIA – Ogni edizione della Mostra si giudica alla fine dal suo concorso, ovviamente ci sono anche le altre sezioni – Orizzonti più sperimentale dove approdano solitamente le opere prime e seconde, il fuori concorso, Venezia classici dove si possono recuperare restaurati capolavori come La lunga notte del ’43, primo film di Florestano Vancini o Vogliamo vivere!di Ernst Lubitsch, tanto per citarne due. Eppure la gara è quella che infiamma la Mostra, che scatena più dibattiti, che alla fine fa commentare di più soprattutto quando la giuria – che quest’anno è guidata dall’attrice e regista Maggie Gyllenhaal – decide il suo Palmares.
Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui
Naza – dai tetti di Tel Aviv si vede Gaza che brucia
I film in corsa per il Leone sono 21, il direttore della Mostra Alberto Barbera ne ha annunciato uno a pochi giorni dall’inizio. Si tratta di Naza, un film diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela nel dettaglio i meccanismi dietro le calcolate uccisioni di massa di civili palestinesi a Gaza da parte di Israele. Il titolo infatti è un acronimo usato dai servizi segreti e dalle forze armate israeliane per indicare le possibili vittime civili di un attacco aereo. Un film che arriva a un anno dal Leone d’argento per La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, la regista tunisina che quest’anno è in giuria.













