Strisce, stelle e due grattacieli che non ci sono più: la copertina del nuovo numero de L’Espresso è dedicata all’anniversario della distruzione delle Torri Gemelle. A 25 anni dall’attentato, scrivono Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni, New York è rinata ma gli Stati Uniti sono chiusi in una spirale di paura, controllo e divisione interna. L’Europa intanto fa ancora i conti con la perdita dell’ottimismo (di Federica Bianchi), e dal Sahel all’Afghanistan passando per la Siria Al-Qaeda non è stata sconfitta, ma governa (di Giuliano Battiston). Una Bustina di Minerva riporta al commento a caldo di Umberto Eco, le vignette di Bicchierino Amaro ci fanno ridere a denti stretti, mentre il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale nota che la crisi geopolitica di oggi affonda le radici nelle macerie di quel giorno.E le guerre di oggi non si fermano: la Russia che fa i conti con il mistero dei soldati scomparsi dal fronte (di Fabio Lovati), mentre il governo israeliano sfrutta i criminali arabi per opprimere i palestinesi (di Lidia Ginestra Giuffrida) e detiene il triste record di uccisioni di operatori umanitari (di Alice Dominese). Il Venezuela intanto cede il petrolio al controllo statunitense (di Daniele Mastrogiacomo), la Libia orientale entra nell’orbita cinese (di Matteo Giusti), e in Bulgaria il centro di detenzione di Pastrogor mostra il volto feroce dell’Europa contro i richiedenti asilo (di Diletta Bellotti).L’Italia però è sospesa tra due dilemmi di tutt'altro genere: il destino della Federcalcio (con il neoeletto Giovanni Malagò che rischia di decadere da presidente, come scrive Carlo Tecce) e quello del prossimo Parlamento, destinato a essere disegnato da una riforma elettorale che avanza tra mille incertezze (di Giuliano Torlontano). Si parla di Lega (Marco Antonellis) e di Roberto Vannacci (ne scrivono Carlo Cottarelli e Loredana Lipperini), mentre Gennaro Tortorelli intervista il trentenne Lorenzo Pacini, aspirante sindaco di Milano "di sinistra". La valanga di voti dell’estrema destra in Germania è invece al centro di articoli di Sebastiano Messina e di Federica Bianchi e della lettera scelta da Stefania Rossini.Paola Severini Melograni denuncia l’abbandono dei parla caregiver da parte della politica che, commenta il vicedirettore Enrico Bellavia, dimostra un distacco dal Paese reale che emerge ogni giorno dalle notizie di cronaca nera. Marta Marsilio, presidente dell’istituto Besta, racconta invece il loro impegno, che ormai riguarda non solo i malati ma anche i loro cari. Il consumo di droghe intanto in Italia aumenta (ne scrive Maurizio Di Fazio) e l’arresto dell’”Escobar greco”, raccontato da Simone Baglivo, è solo una goccia nel mare della lotta contro il narcotraffico globale.Dalla Sicilia arrivano una storia di crisi (la pesca, raccontata da Alan David Scifo) e una di rinascita, il borgo di Roccavaldina (ne scrive Silvia Perdichizzi). E per chiudere quest'estate da caldo record, Antonia Matarrese fa i conti in tasca al mercato dei gelati. I millennials sono frustrati e sfruttati: lo dice un’inchiesta di Francesca Vidal, mentre Felice Florio presenta il festival de L'Espresso Sette Idee, che il 17 e 18 settembre a Milano metterà a confronto le innovazioni proposte da 98 startup.E L’Espresso chiude con un focus di Alessandro Longo su chi resiste allo strapotere di Big Tech, mentre Marco Montemagno spiega perché l’Intelligenza artificiale è sempre più pericolosa e Francesca Barra denuncia che nell’era dei social autorevolezza e visibilità sono sempre più distanti. Sono in arrivo un saggio di Peter Sloterdijk su Niccolò Machiavelli, un intervento di Alessandro Aresu sul metodo cinese per governare il caos e un giro del mondo in 52 città firmato da Gabriele Romagnoli (lo recensisce Paolo di Paolo). James Franco racconta a Francesca De Sanctis il suo debutto a teatro, Flavio Natalia scrive del film di Nanni Moretti presentato a Venezia. E al lettore restano negli occhi le immagini del festival Visa Pour l’Image di Perpignan scelte per l’Album curato da Tiziana Faraoni: fotografie che trasformano la cronaca in arte, e ci fanno vedere con occhi nuovi storie che pensavamo di conoscere.