Di: Massimiliano Herber, corrispondente RSI negli Stati UnitiL’Undici settembre, non c’è bisogno di dire l’anno. Dai trent’anni in su tutti ricordano dov’erano quel giorno (il primo pomeriggio in Europa) e lo stupore e lo sgomento una volta accesa la tivù. A New York quel mattino il cielo era sereno, di un blu perfetto, quando lo schianto del volo American Airlines 11 contro la torre nord del World Center tutto d’un tratto segna una cesura nella storia. Erano le 8:46 dell’11 settembre 2001.Una delle prime foto scattate dopo lo schianto del primo aereo contro le Torri Gemelle911digitalarchive.orgDue minuti dopo a dare la notizia di quello che inizialmente appariva un tragico incidente, la TV locale WNYW (Fox 5) durante il programma mattutino Good Day New York con la voce fuore campo di un reporter a raccontare di aver visto “qualcosa, forse un aereo”, schiantarsi contro una delle Twin Towers. Pochi secondi dopo, alle 8:49 anche CNN interrompe la pubblicità per mostrare l’immagine delle Torri Gemelle e la scritta “Breaking News”. A ruota tutti gli altri network, in tutto il mondo seguiranno.L’interruzione dei programmi su CNN l’11.9.2001 per l’attacco alle Torri GemelleRSI Info 04.09.2026, 12:02CNNEppure, quello sembrava un martedì banale. Sfogliare l’edizione del New York Times con la data “Tuesday, September 11, 2001” sembra aprire una capsula del tempo che racconta un mondo che non c’è più. Il giornale costava un dollaro, oggi quattro. Il mondo non sembrava offrire nulla di più interessante della New York Fashion Week e, in alternativa, le violenze in Medio Oriente nonostante i previsti colloqui tra israeliani e palestinesi o i litigi a Washington sulla politica fiscale dell’amministrazione Bush. Poco più in basso la battaglia sul ‘dress code” al liceo di Millburn, in New Jersey, e le polemiche per il divieto a un abbigliamento troppo discinto delle giovani fan di Britney Spears, l’idolo delle teenager del momento. Ora di sera, anche oltre l’Hudson tra le 3mila vittime si sarebbero contati anche sette residenti di Millburn che si trovavano nelle Torri Gemelle.L'edizione del NYT dell'11 settembre 2001m.h./RSICon il senno di poi, un solo indizio unisce il prima e il dopo: a pagina 15, un reportage da Kabul racconta l’assassinio di Ahmed Shah Massoud, il “leone del Panshir”, storico nemico dei Talebani. Stavano eliminando l’uomo che più temevano. Pochi giorni dopo, il mondo avrebbe scoperto perché.La notizia del “misterioso” assassinio di Massoud in AfghanistanNew York TimesSul giornale non c’è traccia. Ma quella mattina le radio americane davano una notizia destinata a suscitare entusiasmo: Michael Jordan, al secondo ritiro, era tornato ad allenarsi e avrebbe annunciato in mattinata il ritorno in NBA, con i Washington Wizards. L’annuncio sembrava imminente. Poi fu rinviato.Alcune delle prime pagine del 12 settembre 2001m.h./RSIChissà quanti lettori avevano già sfogliato quel giornale alle 8.46 dell’11 settembre. I quotidiani invecchiano in una giornata. Quello dell’11 settembre 2001 aveva ancora l’inchiostro fresco quando è diventato un giornale da buttare via… Ritrovarlo oggi, anche in digitale, è l’ultima traccia di quel mondo che non c’è più: ci sono ancora le notizie, le paure, le priorità. Solo che sembrano appartenere a un tempo molto più lontano di venticinque anni. Ricordiamo tutti dove eravamo e tutte le immagini viste quel giorno e le prime pagine di quello dopo, del 12 settembre. Ma a rileggerlo, quel mondo noioso e inconsapevole del giorno prima lascia senza fiato. Incontriamo Elizabeth, che l'11 settembre perse il padre pompiereTelegiornale 09.09.2026, 20:00