All'Olimpico la sensazione condivisa è che la vita 'normale' stia scorrendo abusivamente in uno spazio franco che, quel giorno e in quelle condizioni, non ci sarebbe dovuto essere
10 settembre 2026 | 16.59
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L'11 settembre è anche il giorno dei ricordi. Di tutti quelli che, ovunque nel mondo, l'11 settembre 2001 avevano l'età per provare a capire quello che stava succedendo. All'improvviso, tutti, ci siamo trovati di fronte a uno dei passaggi più incredibili della storia. E il tratto che forse più degli altri ha messo insieme tutte le singole storie che quel giorno si sono intrecciate è proprio la difficoltà di comprendere la portata, e le conseguenze, di quello che non è stato solo l'attentato alle Torri gemelle di New York ma una cesura, netta, tra tutto quello che c'era prima e quello che ci sarebbe stato dopo.
Quel giorno di venticinque anni fa, nelle ore successive agli attacchi, a tutti i livelli, si sono fatte valutazioni e scelte che a posteriori sono poi sembrate azzardate o anche solo inappropriate. Ce n'è una che ricordano bene tutte le persone che la sera dell'11 settembre 2001 sono andate allo Stadio Olimpico, a vedere Roma-Real Madrid di Champions League.












