Intere generazioni oggi conoscono questa data solo attraverso i libri di storia. Questo passaggio dalla memoria alla storia comporta un rischio per il suo significato, mentre le sue conseguenze continuano a influenzare il presente. L’11 settembre non è stato soltanto un attentato terroristico, ma il momento in cui gli Stati Uniti e i loro alleati sono stati costretti a ripensare il significato stesso della sicurezza e il prezzo necessario per difenderla. È questa la lezione che vale la pena ricordare venticinque anni dopo. L’analisi di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso Europe Center dell’Atlantic Council

Quest’anno ricorre il venticinquesimo anniversario degli attentati terroristici dell’11 settembre, una tragedia storica che continua a plasmare il panorama strategico del XXI secolo. Le immagini non sono sbiadite. Il crollo delle Torri gemelle, i civili in fuga per le strade di Lower Manhattan e i soccorritori che si precipitavano negli edifici in fiamme sconvolsero non solo gli Stati Uniti, ma il mondo intero. Quasi tremila persone provenienti da oltre 90 Paesi persero la vita, facendo dell’11 settembre uno degli attentati terroristici più letali della storia e un momento spartiacque per un’intera generazione.