Sulle macerie dell’11 settembre scorrono lacrime delle famiglie che venticinque anni fa persero persone care nel più violento attacco islamista agli Stati Uniti e all’Occidente. Ma, se alla vigilia dell’anniversario si riaprono vecchie ferite, non è perché quel dolore non può in alcun modo essere lenito ma perché dal passato riemergono ombre su chi, nemmeno a distanza di anni, ha saputo condannare senza se e senza ma l’attacco jihadista. Uno di questi, in un drammatico cortocircuito politico, oggi è sindaco di New York. Cosa abbia portato la città ferita da Osama bin Laden a eleggere il musulmano Zohran Mamdani, va probabilmente ricercato in anni di indottrinamento woke e revisionismo progressista. Sta di fatto che rileggere adesso i vecchi post in cui scriveva che bisogna sì «piangere i nostri concittadini che persero la vita quel giorno» ma anche «le centinaia di migliaia di persone morte nelle guerre che ne seguirono», fa ancora molto male. E non solo alle famiglie delle vittime. Così non deve stupire che un gruppo di famiglie delle vittime dell’11 settembre abbia chiesto a Mamdani di non partecipare alle commemorazioni di venerdì prossimo e che la petizione contro di lui abbia raccolto finora quasi 100mila firme.Il dirottamenti ideologico dell’11 settembre, che riscrive la Storia mettendo sullo stesso piano gli americani morti sotto le macerie delle Torri Gemelle e la guerra all’estremismo islamico condotta negli anni successivi al 2001, non è ad appannaggio del solo Mamdani. Serpeggia negli ambienti liberal, da sempre. In queste ore è riemerso, con non poche polemiche al seguito, un vecchio podcast di Abdul El-Sayed, musulmano, astro nascente della galassia dem, candidato al Senato per il Michigan. Era il 7 settembre 2021 e, sulla falsariga del sindaco di New York, sentenziava: «L’11 settembre ha segnato profondamente il nostro Paese, ma ciò che abbiamo fatto dopo l’11 settembre ha segnato milioni di altre persone». E poi: «Quando parliamo dell’11 settembre, spesso non riusciamo a metterle al centro». E così, anziché unire gli americani davanti a una memoria comune, ecco che si riaprono vecchie ferite. È un disegno politico preciso che punta a minimizzare l’odio islamico e a mettere al centro l’islamofobia e il razzismo contro i musulmani. E viene fatto calpestando la memoria di chi l’11 settembre ha perso la vita e il futuro di tutto l’Occidente.
Così Mamdani e i liberal hanno lacerato l'11 settembre
I vecchi post su X del sindaco e un post del 2021 di El-Sayed accendono la polemica












