“Armiamoci e partite”: ma per difendersi da quale nemico? La copertina del nuovo numero de L’Espresso mostra un dettaglio di un militare. Tuta mimetica, guanti rinforzati, bandierine tricolori, e un fucile d’assalto: è il simbolo della corsa al riarmo su cui il governo impegna 19 miliardi, come raccontano un’inchiesta di Carlo Tecce e un focus di Eugenio Occorsio. Massimiliano Panarari mette in guardia contro una politica che dipinge la guerra come un evento ineluttabile, mentre il direttore Emilio Carelli, nel suo editoriale, ricorda che prima di schierare armi nuove di zecca a guardia dei confini dovremmo impegnarci a difendere i valori fondanti della Repubblica.Le inchieste de L’Espresso continuano con Sergio Rizzo che esamina sprechi e inefficienze della Regione Lazio, mentre il consorzio Icij mette a fuoco gli spostamenti di paradiso in paradiso dei proventi del riciclaggio (di Gloria Riva, Paolo Biondani e Leo Sisti). Sul fronte dell’emergenza immigrazione, Lucrezia Tiberio fa il punto sugli effetti deleteri del decreto Piantedosi sul soccorso dei naufraghi: per fortuna in Italia c’è anche chi capisce che il benessere degli immigrati è interesse del Paese, e si dedica a prevenire il diabete frequente in alcune popolazioni asiatiche (di Giulia Cazzaniga).Nelle pagine politiche si parla dei dilemmi della destra su Roberto Vannacci (Marco Antonellis), delle nuove tappe verso la costruzione del Campo largo di centrosinistra (Sebastiano Messina), della riforma della giustizia (Paola Balducci) e di quella della Pubblica amministrazione (Carlo Cottarelli). Enrico Bellavia invece si concentra sul caso Report, trasmissione scomoda che la destra vuole silenziare con le armi del sospetto e della calunnia.Nel mondo i politici sovranisti alternano successi e sconfitte: Marine Le Pen, malgrado la condanna, non rinuncia a candidarsi presidente (di Federica Bianchi) mentre i suprematisti negli Usa hanno sempre più peso (di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni) e personaggi come la deputata musulmana Ilhan Omar diventano voci sempre più rare e preziose (di Antonella Napoli). In Medio Oriente guerra e dopoguerra si intrecciano: i carabinieri addestrano poliziotti in Palestina (di Leonardo Calvi), i profughi in Libano sopravvivono tra miseria e bombardamenti (di Jacopo Mocchi) mentre Daniele Mastrogiacomo firma un focus sulla Siria.Sul fronte dell’inquinamento, i colpevoli in Europa rimangono impuniti, denunciano Federica Tessari e Nuri Fatolahzadeh. Cecilia Gentile invece fa il punto sulle strategie che in tutto il mondo fanno aumentare l’uso della bicicletta, mezzo di trasporto cittadino a inquinamento zero. Web, Intelligenza artificiale e nuove tecnologie sono al centro di un articolo di Alessandro Longo sui contenziosi di Netflix, di un focus di Marco Montemagno sui chatbot dal volto umano e di una segnalazione di Diletta Bellotti sulle proteste contro i data center.E l’Espresso chiude con una recensione a quattro mani di Diego De Silva e Beppe Fiore che sono andati a vedere “Backrooms”, fenomeno horror del momento, e con una denuncia di Fabio Ferzetti, che ha visto un film accusato di istigare alla “giustizia fai da te” e talmente amato da Elon Musk da spingerlo a farlo vedere gratis. Dal Sud arrivano rassegne teatrali (di Francesca De Sanctis) e librerie da premio (di Giulia Rugolo), mentre Rimini si tuffa nell’arte (di Giuseppe Fantasia). Giacomo Marramao riflette sull’ossessione per muri e migranti, Francesca Barra sull’elaborazione del lutto, Loredana Lipperini sulle polemiche sterili che ci distraggono dai problemi veri. Meglio evadere dal presente tuffandosi nei cent’anni di storia del Napoli Calcio (ne scrive Gianfrancesco Turano) o accettare l’invito dell’album curato da Tiziana Faraoni a tornare al 1962, e rivivere il primo concerto dei Rolling Stones.