Un volto in primo piano, così vicino da mettere paura: “Incubo Vannacci” è il titolo di copertina del nuovo numero de L’Espresso. Il generale e il suo nuovo partito che sta terremotando la coalizione di destra sono al centro di un’inchiesta di Carlo Tecce e di un commento di Sebastiano Messina, mentre il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale sottolinea come Futuro nazionale sia un’incognita pesante sulle strategie del governo.Le pagine di politica proseguono con un focus di Giuliano Torlontano sul progetto della nuova legge elettorale, che cambia aspetto in continuazione. Paola Balducci torna invece su una conseguenza della mancata riforma della Giustizia: il giusto processo rimane un pio desiderio. Gianfrancesco Turano racconta la crisi giudiziaria della più importante loggia massonica italiana. Sergio Rizzo calcola quanto ci costa il ponte sullo Stretto prima ancora della sua realizzazione. Gloria Riva e Leo Sisti invece fanno il punto sugli effetti, a dieci anni dalla pubblicazione, della clamorosa inchiesta dell’Espresso e del consorzio Icij sui Panama Papers, premiata con il Pulitzer.Giugno è il mese del Pride: Alessio Vannetti analizza il significato della manifestazione, dove l’Espresso sarà ospite l’8 giugno (a Roma, nel villaggio della Pride Croisette). Due articoli mettono invece a fuoco due aspetti dei soprusi sulle donne: dal revenge porn (di Alice Dominese) alla violenza economica su chi si oppone all’obbligo della produttività illimitata (Francesca Barra). David Lazzari invece presenta i risultati di uno studio che dimostra come il benessere psicologico non sia un lusso ma un pilastro della tenuta sociale. E mentre Enrico Bellavia denuncia che i braccianti bruciati vivi sono solo la punta dell’iceberg dei mali dell’industria agroalimentare, Angiola Codacci-Pisanelli spiega perché l’ondata di caldo di questi giorni è solo un assaggio di quello che ci aspetta in piena estate. E Diletta Bellotti segnala la rivolta degli albanesi contro lo scempio ambientalista per il resort di lusso del genero di Donald Trump.In Spagna il governo resiste all’ondata di scandali che travolgono i socialisti (ne scrive Federica Bianchi) mentre sulla New York di Mamdani incombe l’incubo dei giga-ricchi, la patrimoniale (di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni). Israele continua a sfruttare illegalmente i prodotti agricoli dei territori occupati (di Matilde Moro) e a impegnarsi in una guerra totale che fa solo gli interessi di Netanyahu (di Daniele Mastrogiacomo). In Africa, l’Isis tiene in pugno la Nigeria (ne scrive Matteo Giusti) e l’epidemia di ebola porta alla luce la mancanza di fondi dopo i tagli di Trump a Usaid (di Jessica Mariana Masucci). Intanto i preparativi per i Mondiali nascondono soprusi e lavoro nero: lo rivela un’inchiesta di Monica Pelliccia e Alice Pistolesi.L’enciclica sull’Intelligenza artificiale tiene banco nelle pagine di economia, per le sue ricadute sul mondo della finanza e sulla gestione dei flussi di denaro: Eugenio Occorsio la analizza da questo punto di vista, mentre Carlo Cottarelli esamina il ruolo dell’Ia che emerge dalla relazione del presidente di Bankitalia e Marco Antonellis rivela quanto conti l’Intelligenza artificiale nelle strategie della banca vaticana Ior. Marco Montemagno denuncia i licenziamenti fatti con l’alibi dell’Ia mentre Fortunato Costantino si occupa delle conseguenze sulla nostra capacità di interpretare la realtà. E L’Espresso chiude con un lungo omaggio a Carlo Fruttero: un inedito, un testo di Giuseppe Culicchia, un articolo di Paolo Verri. Mattia Insolia incontra David Grossman, mentre Stefano Petrocchi, presidente della fondazione che organizza lo Strega, firma un’intervista impossibile a Maria Bellonci, basata su frasi tratte dai testi dell’ideatrice del premio. Marisa Ranieri Panetta presenta la mostra su Troia in arrivo al Colosseo, Evelina Santangelo recensisce il saggio di Annalisa Camilli sul dissenso. A giornale chiuso restano il pungolo della provocazione di un lettore su religione e potere, raccolta da Stefania Rossini, e il ricordo di Enrico Berlinguer, amatissimo segretario del Pci, celebrato nell’anniversario della morte dall’album fotografico curato da Tiziana Faraoni. E l’invito di Loredana Lipperini a smettere di cercare un testimonial senza macchia, come se solo questo potesse dare un senso alle lotte collettive della sinistra.