Sono tornati: sulla copertina del nuovo numero de L’Espresso campeggiano Paul Newman e Robert Redford nei panni di un loro famosissimo film, “La stangata”. Però in mano hanno euro e bollette, alle loro spalle c’è Palazzo Chigi, e il tema dell’inchiesta firmata da Carlo Tecce è una fregatura in arrivo per tutti gli italiani. Che nei prossimi mesi rischiano di pagare un regalo fatto dal governo alle società concessionarie della rete elettrica.Non è l’unico tema scottante di questi giorni in fatto di economia e finanza. Il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale commenta il “Risiko bancario” che sta cambiando l’equilibrio degli istituti di credito. Sergio Rizzo si dedica al braccio di ferro tra governo e Corte dei conti riguardo al ponte sullo Stretto, al centro delle cronache di questi giorni per un’inchiesta per corruzione. Gianfrancesco Turano invece racconta la “guerra dei valichi”, che mette la Lega contro i Paesi confinanti per colpa dell’abnorme uso del trasporto su gomma da parte delle aziende italiane.Giugno è il mese del Pride: Marco Grieco spiega le ambiguità di Papa Leone verso la galassia Lgbt+, Felice Florio racconta l’apertura del mondo degli scout, Alice Dominese denuncia i passi indietro fatti dal governo Meloni nel campo dei diritti civili. Si parla di chi accoglie i migranti sbarcati a Lampedusa (di Erica Manna), di chi ascolta chi abita in periferia invece di tentare di riqualificarle dall’alto (di Diletta Bellotti) e di chi ancora condanna le vittime di stupro invece degli stupratori (di Eugenia Nicolosi). Dopo la copertina del numero scorso di parla di ancora di Vannacci (Sebastiano Messina) ma anche di legge elettorale (Pietro Folena) e della strategia del governo mentre la nuova corsa al nucleare (Marco Antonellis). Franco Corleone invece denuncia l’emergenza sanitaria che rischia di esplodere nelle carceri italiane.Dal mondo arriva un lungo approfondimento sulle guerre di Israele: Alae Al Said denuncia l’uso della sete a Gaza come arma di sterminio, Jacopo Mocchi firma un reportage sul Sud del Libano distrutto dai bombardamenti, lo storico Omer Bartov denuncia la manipolazione culturale che permette a Israele di sentirsi autorizzata a compiere qualsiasi orrore. E Rula Jebreal spiega a Daniele Mastrogiacomo perché chiunque nel mondo scelga il silenzio di fronte al genocidio in corso, diventa complice di Netanyahu. Le polemiche su impegno e arte sono invece al centro di un energico commento di Enrico Bellavia e di un accorato intervento di Paola Caridi.Sabato Angeri firma un focus sull’economia dei droni che dietro le quinte delle guerre in corso lega Mosca e Usa, Cina e Ucraina. Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni denunciano i punti critici della Coppa del Mondo. E mentre dall’India arriva la ribellione dei giovani “Scarafaggi” (di Giorgia Giuliano), a Tirana la gente scende in piazza contro il governo ma anche contro l’opposizione (di Christian Elia).L’economia apre con un’inchiesta di Federica Bianchi sull’Euro digitale, mentre Alessandro Longo denuncia l’impreparazione dell’Europa contro i cyberattacchi. Sul fronte della difesa dell’ambiente, Angiola Codacci-Pisanelli fa il punto sul mondo delle biciclette, ancora in difficoltà nelle città ma ormai fondamentali per il turismo. Giuseppe De Marzo invece ricorda che, volenti o nolenti, tutti gli Stati sono obbligati dall’Onu a intervenire per ridurre i danni provocati dalla crisi climatica.E L’Espresso chiude con una lunga intervista di Lisa Ginzburg a Domenico Starnone e un allarme di Marco Montemagno contro le “canzoni che si scrivono da sole” grazie a piattaforma di Intelligenza artificiale come Suno. C’è spazio per Che Guevara (nell’album a cura di Tiziana Faraoni), per un focus su moda e arte (Antonia Matarrese), per la rassegna di classici del teatro a Pompei (Francesca De Sanctis), per una esposizione su Jasper Johns (di Giuseppe Fantasia). Claudia Catalli intervista l’attore giapponese Kōji Yakusho, Flavio Natalia racconta le serie premiate con i Nastri d’Argento, Francesca Barra invita i genitori a proteggere i figli dai pericoli del web senza aspettare che lo faccia qualcun altro. Intanto si avvicina il 15 giugno, termine finale per presentare il proprio romanzo al Premio Inedito, che il 19 giugno sarà presentato al festival SalernoLetteratura (ne scrive Sabina Minardi).Restano, a giornale chiuso, tre spunti di speranza: un discorso della politica statunitense Alexandra Ocasio-Cortez segnalato da un lettore a Stefania Rossini, l’invito di Loredana Lipperini a unirsi in nome della cultura. E il messaggio del nuovo film di Steven Spielberg recensito da Fabio Ferzetti: l’amore alla fine salverà tutti, anche gli alieni.