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La prima battuta sugli attentati dell’11 settembre 2001 di cui abbiamo ancora traccia fu pubblicata circa dieci minuti dopo l’impatto del primo aereo sulla prima delle Torri Gemelle di New York, sul forum SomethingAwful, uno dei principali siti dove si condivideva “black humour” nei primi anni Duemila. Man mano che arrivavano le notizie, ne seguirono altre: «spero che abbiano un buon imbianchino», «scommetto che il pilota stava parlando al cellulare».
Venticinque anni dopo, le battute e i meme sull’11 settembre sono diventati un genere a sé, particolarmente popolare tra le persone più giovani, quelle che nel 2001 erano troppo piccole per avere ricordi o nemmeno erano nate. «A second plane has hit the second tower» (“Un secondo aereo ha colpito la seconda torre”) è il meme più famoso di tutti, che cita la frase che annunciò a George W. Bush che gli Stati Uniti erano sotto attacco. Viene applicato ai contesti più disparati, in modo surrealista, per commentare anche episodi quotidiani della propria vita.
Anche se continuano a infastidire una parte degli americani, specialmente quelli più anziani e conservatori, oggi le battute sull’11 settembre sono in larga parte sdoganate. E in generale oggi siamo abituati, forse anestetizzati, al fatto che dopo ogni notizia drammatica compaiano subito innumerevoli battute ciniche sui social network.














