Quasi tremila nomi letti ad alta voce. Una litania continua, interrotta solo da sei momenti di silenzio. E sei rintocchi di campana negli esatti istanti in cui, durante la tragica giornata dell'11 settembre 2001, quattro aerei si sono schiantati sul suolo americano e le Torri Gemelle, fiore all'occhiello e orgoglio a stelle e strisce, sono collassate in un mucchio di cenere. Questa volta, nel 25esimo dall'attentato in cui persero la vita 2.977 persone, ci saranno però anche un settimo momento di silenzio e un settimo rintocco. Nel mentre saranno lette altre migliaia di nomi, quelli dei primi soccorritori e delle persone che per giorni hanno portato aiuto a Ground Zero. E facendo ciò hanno inalato fumi tossici e agenti cancerogeni, nonostante i vertici della città più volte li avessero rassicurati che non ci fosse nulla da temere.Il via libera del sindaco ai pompieri: "Non usate i respiratori, non servono" Forse per la volontà di superare l'evento più traumatico nella storia della Grande Mela, forse perché l'immagine di un'America in ginocchio non era accettabile. Fatto sta che, a pochi giorni dall'attentato al World Trade Center, a Lower Manhattan tutto era tornato come prima, come sempre. O quasi. Rimaneva quel cumulo di rottami dentro cui centinaia di persone lavoravano, cercando i dispersi e liberando il terreno. L'amministrazione della città, tramite l'allora primo cittadino Rudy Giuliani, aveva più volte rassicurato i residenti e i primi soccorritori che l’aria fosse sicura. Addirittura aveva scoraggiato i pompieri a usare i respiratori, sostenendo che non ci fosse amianto da respirare. Ma, come dimostrano le oltre 170mila pagine di rilevazioni e comunicazioni interne desecretate per la prima volta su ordine del sindaco Zohran Mamdani, la situazione era ben diversa. © AfpIl secondo 11 settembre: oltre 57mila con tumore, più di 7mila morti di malattia A certificare quello che Mamdani ha definito un "sistematico insabbiamento" della tossicità dell'aria sono i dati registrati allora, le denunce cadute nel silenzio per quasi 20 anni. Ma soprattutto i numeri. A giugno 2026 erano 140mila le persone iscritte al World Trade Center Health Program, programma di sostegno sanitario istituito nel 2011 dopo anni di campagne a favore del risarcimento per i sopravvissuti al 9/11. Di questi, a oltre 57mila era stato diagnosticato un tumore. Secondo il database, a marzo 2024 quasi 7mila persone iscritte al programma erano decedute prematuramente. Le conseguenze delle polveri tossiche e le false rassicurazioni All'interno dei documenti pubblicati nell'ultima settimana, più volte è lampante come a ottobre e novembre 2001 a Manhattan fossero stati registrati livelli elevati di sostanze tossiche, tra cui l'amianto. La loro respirazione, ogni giorno, ha causato enormi problemi di salute a migliaia di persone. Tra questi emorragie nasali croniche, eruzioni cutanee, mal di testa, asma di nuova insorgenza, tosse dovute all’inalazione di "polvere altamente alcalina e caustica" e, soprattutto, tumori maligni letali.1 di 5Avvia slideshowFullscreenZoom© Afp © Afp Gente non solo che ha lavorato a Ground Zero ma anche che è stata convinta a rientrare nei suoi appartamenti - pieni di particole tossiche - perché "tranquillizzati da dichiarazioni rassicuranti" delle amministrazioni di quegli anni. Addirittura, nello stesso giorno in cui Giuliani li convinceva a tornare a casa perché "era sicuro", in una nota interna la vice commissaria alla Sanità giudicava la qualità dell'aria "non idonea al rientro". Vittime mai riconosciute che vissero una tragedia nella tragedia, forse un secondo 11 settembre. Per loro la città di New York e l'America intera si fermeranno in silenzio, mentre nuovi nomi verranno letti per la prima volta lì dove un tempo sorgevano i due grattacieli più alti della Grande Mela.
11 settembre, desecretati documenti sull'aria tossica: "Oltre 57mila tumori tra i soccorritori"
11 settembre, carte desecretate: a Ground Zero l'aria tossica ha causato oltre 57mila tumori. Accuse a Giuliani di insabbiamento.










