New York – “Ha continuato a bruciare fino a gennaio, l’incendio. Un enorme cratere, pieno di troppa roba che bruciava. Mobili, computer, le strutture stesse. Per mesi. Troppo intenso per riuscire a spegnerlo. Ricordo il chiarore, ogni sera, tornando a casa. Ricordo la piscina che utilizzavamo per i corsi di nuoto, piena di macerie”.

Bob Townley, 71 anni, consigliere di circoscrizione e fondatore dell’associazione di quartiere ‘Manhattan Youth’

Bob Townley, 71 anni, consigliere di circoscrizione e fondatore dell’associazione di quartiere ‘Manhattan Youth’ che gestisce i doposcuola di tutte le scuole pubbliche di Downtown Manhattan, ricorda le settimane e i mesi dopo l’undici settembre.

Un uomo si copre la bocca per difendersi dal fumo alzatosi dopo il crollo del World Trade Center l'11 settembre 2001 a New York. (Epa / Stan Honda)

“Abitavo a Battery Park, a tre isolati dal cratere. Li ho visti arrivare, gli aeroplani. E sono andato a prendere i bambini a scuola. I miei e tutti gli altri: li abbiamo portati in salvo, lontani dall’incidente. Poi sono tornato indietro, un soldato voleva sbarrarmi la strada, gli ho fatto vedere le chiavi del portone della scuola: qualcuno doveva pur recuperarli, i criceti e gli altri animali rimasti”.