A 25 anni dagli attentati dell’11 settembre, New York riapre una delle pagine più controverse del dopo-attacco: quella della qualità dell’aria a Ground Zero. Il sindaco Zohran Mamdani ha annunciato la pubblicazione di oltre 170 mila pagine di documenti finora secretati, tra rapporti sulla qualità dell’aria, analisi delle contaminazioni e comunicazioni interne tra funzionari.Le carte, anticipate dal New York Times, mettono in discussione le rassicurazioni diffuse allora dalle autorità, secondo cui l’aria nella zona di Lower Manhattan sarebbe stata sicura. In alcuni documenti compaiono invece tracce di amianto e altri contaminanti rilevate anche mesi dopo il crollo delle Torri Gemelle. In un edificio di John Street, a meno di un miglio da Ground Zero, campioni raccolti nel luglio 2002 continuavano a evidenziare la presenza di amianto. Altri documenti relativi alla Deutsche Bank mostrano contaminazioni rilevate fino all’aprile dello stesso anno.A rendere la vicenda ancora più delicata sono le carte sulla possibile responsabilità legale della città. Un memorandum dell’ottobre 2001, già emerso nei mesi scorsi, mostrava che l’amministrazione di Rudy Giuliani prendeva in considerazione il rischio di migliaia di cause legate all’esposizione alle sostanze tossiche. Tra le ipotesi di contenzioso figurava anche quella di persone "tornate nell’area troppo presto" a causa delle indicazioni delle autorità sanitarie.La scoperta dei documenti ha anche aperto un caso istituzionale: 68 scatole di materiale erano state individuate nel 2025 dopo che per anni il Dipartimento per la protezione ambientale aveva sostenuto di non possedere documenti pertinenti. Una parte delle carte era stata conservata negli uffici comunali per oltre vent’anni."Questi documenti mostrano cosa sapesse la città della presenza di aria tossica attorno a Ground Zero, quando ne sia venuta a conoscenza e come abbia agito per limitare la propria responsabilità legale", ha detto Mamdani. L'amministrazione continuerà ora a esaminare e pubblicare altri documenti. L’obiettivo, ha spiegato il sindaco, è garantire finalmente trasparenza a soccorritori, residenti e familiari delle vittime che da 25 anni chiedono di sapere cosa accadde davvero dopo l’attacco.