Le rassicurazioni sull’aria dopo l’11 settembre arrivarono troppo presto: cosa raccontano le nuove carte di New York
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L’amianto era ancora lì mesi dopoIl memo sui rischi sanitari e sulla responsabilità della cittàVent’anni dopo, i numeri sono diventati cartelle clinicheQuelle pagine possono servire anche oggi
Sessantotto scatoloni sono rimasti fuori dalla portata del pubblico per più di vent’anni e, secondo l’amministrazione di New York, sono stati rintracciati soltanto nel 2025. Dentro ci sono test sull’aria e sulla polvere, controlli sull’amianto, comunicazioni interne e documenti sulla risposta sanitaria al crollo delle Torri Gemelle. L’8 settembre 2026 il sindaco Zohran Mamdani ha aperto il primo archivio pubblico municipale dedicato alle conseguenze ambientali e sanitarie dell’11 settembre, mettendo online una prima tranche di oltre 170mila pagine. Altre arriveranno nei prossimi dodici mesi.
Il tempo, qui, ha una misura abbastanza imbarazzante: venticinque anni. Per diverse amministrazioni soccorritori, residenti, familiari delle vittime e associazioni hanno chiesto accesso a quelle carte attraverso le procedure FOIL, la legge dello Stato di New York sull’accesso ai documenti pubblici. Ora tra il materiale pubblicato compaiono anche il cosiddetto Harding Memo e le carte provenienti dai 68 scatoloni che il Dipartimento municipale per la protezione ambientale non era riuscito a localizzare durante precedenti richieste.










