Sono passati 25 anni dall’11 settembre. Negli Stati Uniti oggi oltre 100 milioni di persone sono troppo giovani per ricordarsi gli attacchi alle Torri Gemelle di quella mattina. Ma tutti noi continuiamo a convivere con le conseguenze della guerra al terrorismo che fu dichiarata subito dall’amministrazione Bush. E che ha cambiato il mondo.
L’11 settembre 2001 era un martedì. New York si svegliava in una mattina come tante altre. Nulla faceva pensare che in quella giornata sarebbe successo qualcosa che avrebbe cambiato il corso della storia per sempre. Sono passati 25 anni dall’attacco alle Torri Gemelle e oggi circa 100 milioni di persone negli Stati Uniti sono troppo giovani per ricordare quel giorno. Per chi c’era invece, l’11 settembre è una di quelle date in cui tutti ricordiamo dove eravamo, cosa stavamo facendo. Tutti ricordiamo il momento del più grave attacco terroristico agli Stati Uniti d’America. Quella mattina, però, non sapevamo ancora cosa sarebbe venuto dopo: la guerra al terrore, l’invasione di due Paesi che ha completamente destabilizzato il Medio Oriente, la sorveglianza, l’ossessione per la sicurezza, l’islamofobia.
L’11 settembre 2001 dei terroristi affiliati ad Al Qaeda hanno dirottato in totale quattro aerei. Due si sono schiantati sulle Torri Gemelle, il World Trade Center nel cuore di New York. Un terzo è finito sul Pentagono. Un quarto, probabilmente diretto contro la Casa Bianca o il Campidoglio, è caduto in un campo in Pennsylvania: le persone a bordo, che avevano capito cosa stesse succedendo, sono riuscite a fermare gli hijackers – i dirottatori – e a schiantare l’aereo in modo che non colpisse alcun obiettivo. Quella mattina sono morte 2.977 persone negli attacchi. Gli attacchi dell'11 settembre 2001 negli USA Alle 7.59 del mattino, l’American Airlines Flight 11 decolla da Boston. È diretto a Los Angeles. A bordo, dopo aver passato senza problemi i controlli di sicurezza, c’è anche Mohamed Atta, ritenuto poi il capo degli hijackers. I passeggeri sono 76, più 11 membri dell’equipaggio. Insieme ad Atta si imbarcano su quel volo altri quattro dirottatori.











