Roma, 10 settembre 2026 – Cinquantuno annunci, nuovi ordini per Ariane 6, investimenti nelle costellazioni satellitari e l’accelerazione del progetto Bromo, destinato a riunire le attività spaziali di Airbus, Thales e Leonardo. Sono questi alcuni dei risultati emersi dall’International Space Summit di Parigi organizzato da Francia e Germania e che mostra il tentativo europeo di ridurre il divario con Stati Uniti e Cina e trasformare la sovranità spaziale da obiettivo politico in capacità industriale.
La prima edizione del vertice, organizzata il 9 e 10 settembre, ha riunito rappresentanti di 90 Paesi e organizzazioni internazionali, circa 60 dei quali rappresentati a livello di capo di Stato, capo di governo o ministro, insieme a quasi 1.100 imprese. A pesare tuttavia sull’evento è stato però non solo il boicottaggio dei colossi statunitensi su ordine della presidenza USA, ma anche l’assenza dei leader dei due principali Paesi UE attivi nel settore spaziale: il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e la premier italiana Giorgia Meloni. Uno dei nodi riguarda l’approccio totalmente europeo proposto da Macron che vede la Germania più restia a rinunciare all’accesso a SpaceX, soprattutto per applicazioni legate alla sicurezza.












