L'Europa delle stelle riparte da Parigi. E punta a difendere difendere il proprio ruolo nello spazio. Soprattutto per non perdere il passo dinanzi a colossi come Usa e Cina. Nella prima giornata dell’International Space summit di Parigi, il direttore generale dell'Agenzia spaziale europea (Esa), Josef Aschbacher, ha invocato «un investimento di circa un miliardo di euro all’anno per dieci anni» per consentire al Vecchio continente di non perdere la sfida spaziale. Da parte loro, le tre associazioni dell’industria aerospaziale di Francia, Germania e Italia (Gifas, Bdli e Aiad) invocano l’«unità» continentale con, tra le priorità indicate, «un budget dedicato e ambizioso di almeno 60 miliardi di euro per la componente spaziale del Fondo europeo per la competitività». «Questo livello di investimento - avvertono in una nota - è la condizione necessaria affinché lo spazio venga riconosciuto come infrastruttura critica, e si traduca in reale capacità industriale e autonomia strategica». “Europa dello spazio più competitiva” La due giorni lungo le rive della Senna vede riuniti fino a oggi, giovedì 10 settembre, sotto alla volta trasparente del Grand Palais, capi di Stato e di governo, ministri, rappresentanti dell'industria e astronauti, tra cui Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti e Thomas Pesquet. Per l’Italia, partecipa il ministro delle Imprese e del Made in Italy, nonché Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso. «Il nostro obiettivo deve essere mobilitare più capitale privato europeo», afferma il ministro durante il suo intervento al Grand Palais, sottolineando che «nella nuova space economy, accesso al capitale, rapidità di esecuzione e capacità di assumere rischio saranno importanti quanto l’eccellenza tecnologica». A margine dei lavori sono state firmate due nuove intese industriali per rafforzare la cooperazione tra Italia e Francia nello spazio, puntando su tecnologie strategiche per la competitività continentale.