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Paolo Centofanti

Secondo il direttore generale dell'ESA Josef Aschbacher, per restare rilevante nella corsa allo spazio e raggiungere una propria indipendenza, l'Unione Europea dovrebbe investire un miliardo di euro all'anno per dieci anni

In occasione dell'International Space Summit, il direttore generale dell'ESA Josef Aschbacher ha lanciato un appello alle istituzioni europee, affinché l'Unione Europea intraprenda una strada che la porti a rimanere rilevante nella nuova economia dello spazio. "Dalla bassa orbita terrestre alla Luna e Marte, i paesi di tutto il mondo stanno sviluppando le capacità di esplorazione che daranno forma al futuro ad una velocità spaventosa" ha dichiarato Aschbacher in apertura del suo discorso. "Questa non è semplicemente una corsa alla Luna. È una corsa a costruire l'infrastruttura, le tecnologie, le catene di fornitura, i talenti e i mercati che saranno la base della futura prosperità, sicurezza e influenza - nello spazio come sulla Terra. In questo contesto, l'Europa deve posizionarsi come un partner indispensabile, con le sue proprie capacità".Nonostante l'entrata in servizio dei lanciatori Ariane 6 e Vega-C, l'Europa è rimasta notevolmente indietro nella capacità lancio rispetto a Stati Uniti e Cina, non ha un razzo riutilizzabile, né i mezzi per portare i propri astronauti nello spazio. "Il divario tra l'Europa e i leader dello spazio si sta allargando, sia a livello finanziario che tecnologico. L'Europa deve scegliere molto attentamente il suo percorso".L'ESA ha delineato un piano di azione per l'Europa denominato "Call to Boost European Space Exploration" che si sviluppa su tre direttrici principali. In primo luogo assicura la capacità europea di stabilire una propria presenza in orbita bassa dopo il ritiro della Stazione Spaziale Internazionale. Rafforzare quindi la propria presenza intorno alla Luna combinando contributi ai progetti internazionale e rafforzando le collaborazione in ottica di raggiungere una propria autonomia. Infine, sfruttare l'esperienza in orbita bassa e sulla Luna, come campo di prova per sviluppare tecnologie, capacità e collaborazioni che potranno portare l'Europa verso Marte e oltre.Per fare tutto ciò, secondo le stime dell'ESA, l'Unione Europea dovrebbe investire almeno un miliardo di euro all'anno da qui per i prossimi 10 anni, per sviluppare l'industria europea dello spazio, sviluppare le tecnologie chiave e rafforzare la resilienza dell'Europa. "L'alternativa non è gratis" ha detto Aschbacher. "Anche la dipendenza da altri ha un costo. Possiamo investire in capacità che rimarranno in Europa, creare posti di lavoro europei, rafforzare l'autonomia europea, ispirare i giovani e la forza lavoro del futuro, assicurarci una mano più forte nelle negoziazioni internazionali".Rivolto ai rappresentanti delle istituzioni europee, il direttore generale dell'ESA ha rivolto quindi un'ultima domanda: "sta a voi la scelta, volete essere dei passeggeri o dei piloti? Clienti o fornitori? Inquilini o architetti?"Crediti immagine di copertina: Ariane 6 flight VA269 - ESA–S. Corvaja