Lo Space Summit di Parigi non è ancora iniziato ma già registra assenze pesanti, da SpaceX e Blue Origin fino al cancelliere tedesco Merz. Dietro i forfait ci sono le tensioni tra Washington e Bruxelles, ma anche interessi industriali molto concreti, dalle frequenze satellitari al mercato dei lanciatori. E, mentre l’Europa prova con non poca difficoltà a rafforzare la propria autonomia spaziale, anche altri attori si preparano alla due giorni di Parigi

Questa settimana Parigi ospiterà il primo International Space Summit, un’iniziativa fortemente voluta dal presidente francese Emmanuel Macron per riunire governi, agenzie spaziali, industrie, scienziati e rappresentanti delle forze armate attorno alle grandi sfide del settore spaziale, con l’obiettivo di discutere il futuro della space economy, della sostenibilità delle attività orbitali e della cooperazione internazionale. Eppure, a pochi giorni dall’apertura dei lavori, l’attenzione è stata catturata principalmente da alcune assenze illustri. Se da un lato Parigi si appresta ad accogliere decine di delegazioni provenienti da tutto il mondo, dall’altro non saranno presenti alcuni dei più importanti campioni privati dell’industria spaziale americana. Una scelta che, secondo quanto riportato da Politico, sarebbe maturata a seguito di pressioni dirette da parte della Casa Bianca. Nel frattempo, però, gli altri big mondiali del settore saranno presenti, Cina inclusa.