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Bruxelles – La corsa allo spazio è già iniziata e l’UE può svolgere un ruolo da protagonista, facendo leva sulle eccellenze industriali esistenti e che vedono l’Italia in prima fila. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Parigi rilancia con forza la strategia comune per l’economia spaziale. Il summit internazionale sullo spazio diventa il luogo in cui si chiede si chiede coraggio, in cui si rinnova uno scambio politico già avviato: la Commissione europea facilita i grandi gruppi industriali, e le imprese devono rispondere.“Si prevede che l’economia spaziale globale triplicherà quasi entro il 2035, passando dagli attuali 630 miliardi di dollari circa a circa 1.800 miliardi di dollari”, ricorda von der Leyen nel suo intervento. Vuol dire che in questo contesto di espansione industriale per il settore come Unione europea “l’opportunità che abbiamo di fronte è enorme“. Lo dice consapevole che “l’Europa parte da una posizione di forza: disponiamo di tecnologie all’avanguardia, talenti di livello mondiale e una solida base industriale nel settore spaziale”. Ci sono dunque tutti gli ingredienti per una storia di successo che la presidente dell’esecutivo incoraggia. Perché, avverte, “la forza attuale non garantisce la leadership futura”. Per cui, “per rimanere all’avanguardia, l’Europa deve agire in modo unitario, investire su larga scala e trasformare il proprio mercato”.Satelliti, spazio, difesa: l’Ue accelera su una strategia spaziale comune, tra ambizioni e ostacoliIn questo contesto la Commissione europea non è rimasta a guardare. In materia di spazio e politica per lo spazio “abbiamo proposto linee guida aggiornate in materia di concentrazioni, affinché riconoscano la necessità per le aziende europee di raggiungere dimensioni adeguate per investire e competere a livello globale”, rivendica. Ebbene, sottolinea “è esattamente ciò che Airbus, Thales e Leonardo stanno cercando di realizzare con la proposta di joint venture denominata ‘Bromo'”. Von der Leyen non ha dubbi: “Questi sono i campioni industriali di cui abbiamo bisogno affinché l’Europa possa guidare l’economia spaziale del futuro”, e plaude quindi all’iniziativa per un grande campione europeo con l’Italia nel centro.Nel mondo di oggi “le nostre aziende non competono più principalmente a livello nazionale o europeo. Competono con aziende a livello globale”, insiste von der Leyen, convinta del fatto che “le nostre politiche devono riflettere questa realtà”. E la nuova realtà europea con il ruolo attivo di Leonardo diventa allora di importanza strategica.