HomeModenaCronacaCommercio al dettaglio: "Serrande abbassate, perse 769 imprese. Territorio più povero"Confesercenti ha analizzato la curva decrescente dal 2019 e le sue ricadute. Proposta di legge per rilanciare le attività locali: agevolazioni e meno burocrazia.Da sinistra Gian Carlo Muzzarelli, Marvj Rosselli, Ludovica Carla Ferrari e Paolo ZancaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSono sempre di più le serrande che si abbassano a Modena, lasciando vuoti che non sono soltanto commerciali. In sei anni, tra il 2019 e il 2025, in provincia di Modena sono scomparse 769 imprese del commercio al dettaglio, di cui 272 solo nel comune capoluogo. E, secondo la stima di Confesercenti, con la riduzione della rete commerciale (negozi) e lo spostamento degli acquisti verso i grandi e-commerce, il territorio ha perso 115 milioni di euro di ricchezza. Un problema reale quello del nostro territorio, che ad oggi vede 12 paesi senza edicola, 6 senza macelleria e uno senza panettiere.

"La cosiddetta desertificazione commerciale – spiega Marvj Rosselli, direttrice provinciale Confesercenti – è un fenomeno che i cittadini vedono e di cui subiscono le conseguenze, soprattutto le fasce più fragili. Abbiamo stimato che negli ultimi sei anni sono andati persi oltre 40 milioni di ricchezza territoriale nella sola città di Modena. Ricchezza che si è spostata verso i grandi marketplace e vendite online, che non producono la stessa ricaduta economica sul territorio". La richiesta di Confesercenti per invertire questa rotta si traduce in una proposta di legge di iniziativa popolare sulle misure per la rigenerazione urbana e il commercio di prossimità: "Speriamo che questa proposta arrivi in Parlamento – prosegue la direttrice –. Proponiamo dei supporti concreti al commercio di prossimità, tra cui l’istituzione di zone speciali di prossimità, nelle quali le piccole imprese possano beneficiare di agevolazioni fiscali, meno burocrazia e accesso a fondi per credito e formazione".