HomePesaroCronacaVicinato, la crisi continua. Spariscono 331 imprese e 50 milioni di consumiDoloroso studio di Confersercenti sugli ultimi 6 anni: in città calo fisiologico. Difficoltà anche in provincia: sono 1.200 le attività di prossimità a dire addio.Confesercenti ieri ha rilanciato la campagna per difendere il commercio di vicinatoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIn soli sei anni, dal 2019 al 2025, nella provincia di Pesaro e Urbino hanno chiuso circa 1200 imprese del commercio di prossimità, oltre un quarto di quelle che erano presenti nel nostro territorio. Questo ha generato un calo dei consumi per circa 177 milioni di euro, usciti dal circuito dell’economia locale. Se guardiamo la sola città di Pesaro, la situazione non è certo più rosea: in sei anni sono 331 le imprese che hanno chiuso i battenti (erano 1.330 nel 2019, diventate 999 nel 2025) per una percentuale negativa del 24,9%, pari a 50 milioni di euro di consumi in meno.
A descrivere la grave crisi che sta attraversando il settore del commercio nel nostro territorio è l’ufficio studi di Confesercenti di Pesaro e Urbino, che dati alla mano, sottolinea quanto la situazione sia estremamente critica. "La riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme di e-commerce hanno ‘delocalizzato’ risorse ingenti della spesa delle famiglie – spiega Alessandro Ligurgo, direttore provinciale di Confesercenti –. Il commercio di prossimità è stato da sempre non solo generatore di ricchezza, ma anche nucleo di socialità e sicurezza, perno delle nostre comunità territoriali".









