HomeBresciaEconomiaVendita al dettaglio da profondo rosso a Brescia: in sei anni in città sono spariti oltre 1.300 negoziPerdita di risorse a vantaggio dei grandi centri commerciali. Due giorni di mobilitazione per salvare il commercio di prossimitàQuaresmini presidente Confesercenti Lombardia OrientaleRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBrescia, 8 settembre 2026 – Da 1.2153 negozi di vendita al dettaglio del 2019 a 10792 nel 2025: in sei anni, Brescia ha perso 1.361 imprese, con una contrazione dell’11,2% e una perdita di ricchezza stimata in 204,15 milioni di euro. Tutto a vantaggio dei grandi marketplace internazionali, verso i quali vengono drenate risorse che, se rimanessero sul territorio, alimenterebbero occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità, visto che, secondo le stime di Confesercenti, infatti, per ogni 100 euro spesi nelle attività fisiche, 70 rimangono nell’economia locale.

La mobilitazione di Confesercenti

Da questo confronto prende le mosse la mobilitazione promossa da Confesercenti in tutto il territorio italiano nelle giornate di domani e giovedì. Anche nella città di Brescia sarà possibile firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità” il 9, dalle 16.30 alle 19.30, in via Salgari, e giovedì 10 in piazza Vittoria, dalle 8.30 alle 12.45. Guardando i numeri, nel solo capoluogo le imprese sono scese da 2.667 a 2.380: 287 attività in meno, pari al 10,8%, e oltre 43 milioni di euro di valore sottratto al territorio. L’incrocio con i dati occupazionali mostra una trasformazione altrettanto significativa.