«Fuori tutto». «Svendita per cessata attività». «Liquidazione totale». Quante volte negli ultimi mesi abbiamo letto questi cartelli sulle vetrine delle nostre città? Tante, tantissime, come dimostrano i dati ufficiali delle Camere di commercio. «Troppe, decisamente troppe» secondo Patrizio Bertin, dal 2020 presidente di Confcommercio Veneto. Ogni volta che un piccolo imprenditore alza bandiera bianca, per lui è una sconfitta del sistema.

Presidente, lei lavora nel settore alimentare ma ha il polso di ogni comparto. Cosa dicono i numeri?

«Siamo in presenza di un fenomeno che ci preoccupa molto. In Veneto nell’ultimo anno abbiamo perso circa 2.400 imprese del terziario, sulle circa 126.500 totali. Nella mia città, Padova, solo nel comune capoluogo tra il 2012 e il 2024 abbiamo un saldo negativo di oltre 400 negozi. Da qui al 2035, secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, un quinto delle imprese del commercio potrà sparire».

Come lo spiega?

«Siamo davanti a una trasformazione strutturale. Calano i consumi, si alzano i costi fissi e i canoni degli affitti sono spesso insostenibili. A proposito, in Veneto abbiamo 9.118 negozi sfitti. Siamo secondi, in questa poco edificante classifica, solo alla Lombardia».