In provincia persi 761 negozi e 1.130 addetti in sei anni. Da Confesercenti, che attesta la desertificazione commerciale, arriva la raccolta firme per una legge con misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. A presentare i numeri e la proposta d’iniziativa popolare, sono stati i vertici di Confesercenti: Leonardo Fabbri (presidente), Roberto Bellotti, Edi Govoni, Roberto Marzola e Alessandro Osti. Tra il 2019 e il 2025 la provincia complessivamente ha perso 761 imprese del commercio al dettaglio, pari a un calo del 20%, per una ricchezza sottratta al territorio stimata in 114,15 milioni di euro. Nel solo capoluogo, le imprese chiuse sono state 339 (-23,6%), con una perdita di ricchezza di 50,85 milioni. Anche l’occupazione ne risente: nell’intera provincia gli addetti del commercio al dettaglio sono scesi da 8.193 a 7.063 (-1.130, pari a -13,8%). Nel capoluogo si è passati da 3.340 a 2.609 (-731, -21,9%). In negativo anche i lavoratori indipendenti, titolari, soci e collaboratori familiari, che in provincia calano di 1.009 unità (+23,4%) e nel capoluogo di 391 unità (-26,3%), a fronte di un calo più contenuto dei dipendenti (-121 in provincia, -3,1%, -340 nel capoluogo -18,3%).
Commercio, tutti i nodi. Negozi, 6 anni da incubo: "Petizione per una legge"
Numeri drammatici quelli di Confesercenti: "Chiuse 761 attività e persi 1.130 addetti". Desertificazione commerciale, raccolta firme per la rigenerazione urbana.







