L’ingresso del «Caffé di Simo» in via Fillungo Una bottega storica chiusa ormai da tanti anni (foto Alcide)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIn sei anni in provincia di Lucca hanno abbassato la saracinesca 926 attività al dettaglio, 202 solo nel comune capoluogo. È questa la mappa della desertificazione commerciale tracciata da Confesercenti, che ha lanciato - a livello nazionale - una raccolta firme per tutelare quello che a tutti gli effetti è un patrimonio dei borghi, delle frazioni, e delle città.

"Meno negozi vuol dire meno ricchezza che resta sul territorio – ricordano il presidente e il responsabile della provincia di Lucca dell’associazione di categoria Francesco Giannerini e Daniele Benvenuti –. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali online hanno sottratto valore ai circuiti economici locali ’delocalizzando’ circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie italiane. Nello specifico in provincia di Lucca dal 2019 al 2025 si è registrata una perdita di 926 attività al dettaglio pari al meno 16%".

Secondo le stime del Centro studi di Confesercenti per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Questo vorrebbe dire che Lucca in sei anni avrebbe perso ben 139 milioni di euro.