HomeArezzoCronaca“I conti in piazza: “Sono spariti 607 negozi” in provincia di ArezzoRaccolta firme di Confesercenti. Commercio al dettaglio arretra del 13% nel capoluogo e gli addetti crollano del 14%Alvisi e Landini con assessore MarcantoniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 9 settembre 2026 – Prosegue la raccolta firme a sostegno dei negozi di vicinato. Confesercenti Arezzo è impegnata nella raccolta firme per la proposta di legge sulla rigenerazione del commercio e dei servizi di prossimità. “In sei anni Arezzo ha perso 199 negozi e oltre 587 addetti al commercio”. È il quadro tracciato dalla Confesercenti di Arezzo, che mercoledì 9 settembre porta “i conti in piazza” e raccoglie le firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. “L’obiettivo nazionale” spiega la direttrice di Confesercenti Arezzo Valeria Alvisi “è quello di raggiungere 50mila sottoscrizioni per contrastare la progressiva desertificazione commerciale delle città e sostenere le attività di vicinato.
Confesercenti Arezzo ha allestito lo stand in Corso Italia di fronte alla Banca Monte dei Paschi di Siena proseguendo la raccolta firme avviata a maggio”. In prima fila la direttrice Valeria Alvisi e il presidente di Confesercenti Arezzo Mario Landini insieme ai commercianti. L'appuntamento odierno è stato l'occasione per presentare la “contabilità territoriale” della crisi del commercio fisico, mettendo in evidenza le conseguenze economiche e sociali della chiusura dei negozi. “Ad Arezzo” ha illustrato Alvisi “abbiamo perso 199 negozi dal 2019. Nel capoluogo le imprese del commercio al dettaglio, esclusi pubblici esercizi e operatori turistici, sono passate dalle 1.508 del 2019 alle 1.309 del 2025. Il saldo è negativo per 199 attività, pari a un calo di oltre il 13,2 %”. “Secondo le stime di Confesercenti” aggiunge la direttrice Alvisi “la contrazione avrebbe sottratto al territorio aretino 30 milioni di euro. Ancora più preoccupante il dato della provincia: le imprese sarebbero diminuite da 4.293 a 3.686. In sei anni sarebbero quindi scomparse 607 attività, pari ad un calo del 14,1 con una perdita economica stimata in 91 milioni di euro”. Crollano anche gli addetti. “La riduzione dei negozi si riflette” sottolinea il presidente Landini “pesantemente sull’occupazione.







