Meno negozi e il 26% in più di pacchi consegnati in un anno. Sono i due dati che raccontano il cambio di rotta in negativo degli acquisti in provincia di Siena: tra il 2019 e il 2025 il numero delle imprese del commercio al dettaglio è diminuito del 13,3%, mentre le consegne effettuate da Poste Italiane sono aumentate del 26% nell’ultimo anno, contro il 5% della media nazionale. Una trasformazione che, secondo le elaborazioni di Confesercenti, avrebbe portato a un dirottamento della ricchezza fuori dalla provincia per 63 milioni di euro tra il 2019 e il 2025, di cui poco meno di un quinto, 12 milioni di euro, riguarda il capoluogo di provincia.

Il dato sui pacchi suggerisce che la spesa non si è semplicemente ridotta, ma ha cambiato destinazione, con una quota crescente di acquisti che passa dai negozi di vicinato alle piattaforme online. Inoltre, secondo le stime presentate, se per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nell’economia locale, attraverso redditi d’impresa, occupazione, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità, quando la stessa cifra viene spesa sui grandi marketplace internazionali, solo 30 euro restano sul territorio.

"Il tema è totalmente trasversale, non tocca ideologie politiche, ma riguarda il bene comune – commenta Leonardo Nannizzi, presidente di Confesercenti Siena e vicepresidente regionale con delega alla rigenerazione urbana –. Se le attività commerciali riescono a sopravvivere nel mondo attuale, è un bene per tutti quelli che vivono e frequentano una città. È una situazione preoccupante perché, oltre a creare una sofferenza per le imprese, genera anche minori fonti di guadagno".