HomePisaCronacaLa moria del commercio. Allarme di Confcommercio per la ”desertificazione“Anno dopo anno diminuiscono sempre di più negozi e attività di prossimità. A Pisa e provincia perse 1.250 strutture rispetto al 2019, pari al 10 per cento.Anno dopo anno diminuiscono sempre di più negozi e attività di prossimità. A Pisa e provincia perse 1.250 strutture rispetto al 2019, pari al 10 per cento.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl nostro paese ha perso quasi 100mila negozi al dettaglio tra il 2018 e il 2025: una desertificazione che continua a inaridire città e paesi. Pisa non è immune da questo fenomeno come confermano i dati diffusi dal rapporto della Camera di Commercio.

Il tessuto commerciale provinciale ha perso complessivamente circa 1.250 strutture tra attività al dettaglio e pubblici esercizi rispetto al 2019, pari a una riduzione del 10%.

Il commercio al dettaglio alimentare in sede fissa ha registrato una contrazione del 19% e le attività in questo segmento sono concentrate soprattutto nelle rivendite di carne, pane, tabacchi, latte, caffè e altri generi alimentari. Anche questi comparti risultano comunque in contrazione, con cali particolarmente accentuati nel commercio di frutta e verdura (-43%), pescherie (-33%) e macellerie (-23%). Molto marcata è stata anche la riduzione del commercio al dettaglio non alimentare, che ha perso oltre 650 attività nel quinquennio (-34 % rispetto al 2019). In questo ambito, nell’ultimo anno le perdite più consistenti hanno riguardato i negozi di ferramenta (-7%), cartolerie e rivendite di giornali (-6%), calzature (-5%) e abbigliamento (-4%). Particolarmente drammatica la crisi del commercio ambulante, che ha registrato una contrazione di quasi 650 attività in sei anni (-34%), scendendo sotto quota 1.400 imprese”.