Arezzo, 19 giugno 2026 – La Toscana perde bar ma guadagna ristoranti e take away. È una delle principali evidenze che emergono dall'indagine “Pubblici esercizi e movida. La demografia d'impresa nei centri storici”, realizzata da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi)-Confcommercio con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e rielaborata a livello regionale da Confcommercio Toscana.
Nel decennio 2015-2025 i capoluoghi toscani hanno visto ridursi sensibilmente il numero dei locali, con Pisa che registra il secondo peggior saldo nazionale dopo Trieste (-114 attività). In controtendenza Prato, che cresce dell'8,5% con 67 attività in più e si piazza tra le prime venti città italiane dove i pubblici esercizi continuano a registrare numeri positivi.
Ad arretrare sono soprattutto i bar, sia fuori sia dentro i centri storici. Di contro, aumenta la ristorazione con somministrazione: in Toscana i ristoranti crescono dell'11,5%, con punte significative a Prato (+29%), Arezzo (+18%) e Firenze (+13,3%). Nel capoluogo regionale il fenomeno è particolarmente evidente: mentre i ristoranti aumentano di quasi 145 unità in dieci anni, i bar diminuiscono di circa 119 attività (-14,6%). Parallelamente crescono anche le attività di take away (+11,4%), mentre gelaterie e pasticcerie registrano una flessione superiore al 10%.











