Ad Arezzo aumentano i ristoranti e diminuiscono i bar. È questa la fotografia che emerge dall’indagine "Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici", realizzata da FIPE-Confcommercio con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e rielaborata da Confcommercio Toscana (nella foto a destra il direttore generale Franco Marinoni, a sinistra il presidente Aldo Cursano). Tra il 2015 e il 2025 Arezzo ha registrato una crescita del 18% dei ristoranti, uno dei dati più significativi a livello regionale, superiore anche a molte altre città toscane.
Un segnale che conferma il rafforzamento dell’offerta legata alla ristorazione e all’accoglienza, sostenuta anche dalla crescita del turismo. Di contro, come nel resto della Toscana, continuano a diminuire i bar, attività che per anni hanno rappresentato uno dei principali punti di aggregazione sociale nei quartieri e nei centri storici. Crescono inoltre le attività di take away. Secondo Confcommercio Toscana "non si tratta soltanto di un cambiamento nei gusti dei consumatori, ma di una vera trasformazione dell’economia urbana".
A incidere sono l’aumento dei costi di gestione, gli affitti elevati, il peso della fiscalità e margini economici sempre più ridotti per molte attività tradizionali. L’associazione invita quindi a governare questo cambiamento con una visione di lungo periodo, sostenendo le imprese che investono in occupazione, qualità del servizio e decoro urbano, per preservare l’identità commerciale e sociale delle città.











