HomeArezzoCronacaNegozi: allarme vetrine spente. Chiudono i bar, aprono i ristoranti. Sale la richiesta di cibo da asportoL’indagine Confcommercio con l’Istituto Tagliacarne fotografa un quadro a geometrie variabili. In dieci anni persi 54 locali. Marinoni: "Valorizzare le imprese che investono in qualità del servizio".L’indagine realizzata da Fipe-Confcommercio registra l’andamento dei negozi Si evidenzia un incremento dei ristoranti a fronte della chiusura dei bar tradizionaliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciChiudono i bar, aprono i ristoranti. È la fotografia che cristallizza il quadro sulla demografia delle attività commerciali nell’indagine di Fipe-Confcommercio condotta insieme al Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e rielaborata a livello regionale da Confcommercio Toscana. Nel periodo 2015-2025 la città ha registrato un saldo negativo di 4 unità nel comparto, ma con forti differenze a seconda dei settori. In dettaglio. In controtendenza i ristoranti: si registra una crescita del 17,9 %: da 192 passano a oltre 226 attività (+34). Ancora più marcato, almeno in termini percentuali, il dato di un’altra tipologia commerciale: il take away. Che segna un incremento del 32,7% (dalle 49 del 2015 alle 65 del 2025). Stabili gelaterie e pasticcerie. Segno negativo, invece, per i bar che in dieci anni sono diminuiti di oltre il 24%, passando da 222 a 168 attività (-54). Una dinamica in linea con la tendenza nazionale che vede il progressivo ridimensionamento di una tipologia di impresa storicamente centrale per la vita sociale ed economica delle città.