La migrazione delle licenze per intercettare la domanda crescente del pranzo fuori, l’erosione dei margini dei bar tradizionali, la necessità di mixare le attività in spazi multifunzionali per abbatere i costi e ridurre gli spostamenti dei clienti. La trasformazione della mappa dei pubblici esercizi toscani ha diverse cause che spiega Paolo Testa, già capo area studi e ricerche dell’Anci e ora responsabile del settore urbanistica e rigenerazione urbana di Confcommercio nazionale.
Perché diminuiscono i bar e aumentano ristoranti e take away?
"Ci sono molti fattori diversi. Il primo è il cambio dello stile di vita delle persone che ha portato ad una diversa classificazione delle attività con una migrazione di licenze: in tanti ora pranzano fuori e quindi c’era bisogno di intercettare questa domanda".
Ci sono anche motivazioni economiche?
"Certamente. Anche se i pubblici esercizi vanno meglio di altri settori, come l’abbigliamento o la ferramenta, canoni di affitto e bollette incidono sui margini. I bar soffrono più dei ristoranti".












