Roma, 16 giu. (askanews) – “Le dinamiche in atto nei nostri centri storici richiedono un governo attento e una visione strategica, non semplici interventi tampone, con ordinanze che si limitano solo ad introdurre nuovi divieti”. Lo ha detto Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio. Nel corso della presentazione della indagine “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”, realizzata da FIPE-Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, oggi a Roma.

Fipe ha infatti lanciato un allarme sulla proliferazione di take away, orientati in moltissimi casi a forme di vendita aggressive e focalizzati principalmente sull’offerta di bevande alcoliche per tenere i prezzi bassi, che produce “pesanti esternalità negative. L’abuso di alcol, il rumore e il degrado urbano danno vita a forme di malamovida che penalizzano cittadini e imprenditori”.

“Affrontare le criticità legate alla malamovida esclusivamente attraverso ordinanze restrittive sugli orari e sulle modalità di svolgimento dell’attività significa colpire le imprese sane, senza risolvere il problema alla radice – ha sottolineato Stoppani – Va invece ripresa la capacità di governare il territorio e lo sviluppo ordinato delle attività commerciali soprattutto nelle aree critiche delle nostre città, limitando la proliferazione indiscriminata di format che dequalificano la vocazione dei centri storici”.