Dopo un paio di dolorosi flop e molte spaccature nella maggioranza - c’è chi teme che ingessare il commercio possa frenare l’economia cittadina - oggi il Consiglio comunale si riunisce per riprovare a impostare una delibera di indirizzo con la quale mettere paletti contro la “movida fracassona”. Si tratta di una delibera di proposta al Consiglio varata dalla giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi. Un provvedimento che riguarda la zona di piazza Bellini e di via Cisterna dell’Olio e zone limitrofe, ma che in buona sostanza è uno schema per applicare criteri in tutta la città dove c’è la movida. I decibel di notte sono troppo alti e la vendita di bibite e di alcol fino a una certa ora provoca assembramenti insostenibili per i residenti. «Nei luoghi della movida - si legge nel corpo della delibera - in orari serali/notturni, non si è registrata una diminuzione significativa delle criticità» nonostante le ordinanze fatte dal sindaco conseguenti alle ordinanze del del Tar che sono costate un bel po’ di soldi a Palazzo San Giacomo che ha dovuto risarcire i ricorrenti.

«A seguito di quanto disposto con i sopradetti provvedimenti giudiziari - si legge ancora nella delibera - in ossequio al principio di proporzionalità dell’azione amministrativa e della necessità di contemperare le esigenze del commercio con quelle del riposo e della quiete dei cittadini, è opportuno adottare azioni di contenimento dei rumori, disturbo, pulizia, stazionamenti fuori dagli esercizi, anche invitando gli esercizi commerciali ad assumere presidi e misure atte a minimizzare gli impatti della propria attività commerciale e a contemperare i riverberi nelle aree esterne». Cosa chiede il Comune al Consiglio comunale? Di mettere a punto «limitazioni, nei confronti di tutte le tipologie di esercizi pubblici, esercizi di vicinato, attività artigianali di asporto e distributori automatici, nell’area interessate».Napoli, problemi per un canadair a Capodichino: disagi e ritardi per i passeggeri. Alcuni voli dirottati a Bari. Pista riaperta poco dopo le 20Che consistono per esempio il «divieto della vendita e somministrazione per asporto di bevande analcoliche ed alcoliche di qualsiasi gradazione dalle ore 22 alle ore 6. Rimanendo, invece consentita, nel rispetto delle misure di sicurezza vigenti, la consumazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione all’interno dei pubblici esercizi in sede fissa». Divieto che ricalca l’ultima ordinanza del sindaco ancora vigente. Lo sostanza è che chi vende una bottiglina d’acqua dopo le 22, se non viene consumata in sede, è a rischio multa e chiusura dell’esercizio. In questo contesto potrebbe aiutare e molto l’approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera del “Piano del Commercio nel Centro Storico Unesco”. Che sostanzialmente dopo tre anni di chiusura all’apertura di bar, baretti e molto altro ora è il commercio è tornato libero. Ma con regole molto più stringenti rispetto al 2023. Il ragionamento - questo trapela - è che con il commercio free ci sono maggiori possibilità per tutti in quell’area divisa in 4 zone: una «zona A» che è quella di maggior pregio che a sua volta è divisa in tre fasce di colori: l’area rossa con dentro i Decumani. Poi il lungomare, i Quartieri spagnoli e l’area di Chiaia dove bisogna tenere gli standard più alti. Quindi, la zona arancione e quella gialla dove gli standard sono diversi. Le zone cuscinetto sulla mappa sono quelle di colore azzurro. Dove la pressione del commercio è intensa, ma non va a toccare il Centro Storico Unesco. Si tratta delle cosiddette «buffer zone», le aree cuscinetto che circondano il centro storico, che nella mappa allegata alla delibera è colorata d’azzurro.