ROMA – Nel Nord Italia più ristorazione da asporto, nel Mezzogiorno il numero dei bar cresce con tassi a due cifre. L’ultimo report di Fipe-Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Tagliacarne mostra un’Italia con una demografia d’impresa molto diversa da Nord a Sud. A Porta Venezia, zona centrale di Milano, tra il 2015 e il 2025 le gelaterie e le pasticcerie sono calate del 34,8%, mentre la ristorazione con somministrazione è cresciuta del 53,2% e quella da asporto del 34,8%. A Trastevere, quartiere romano della movida, il numero dei bar nello stesso periodo ha registrato un crollo, meno 24,1%, mentre la ristorazione da asporto un boom, più 33,3%.
Anche se la densità rimane robusta, in Italia solo 162 Comuni non hanno neanche un bar o un ristorante, e le oltre 262 mila imprese sono distribuite in una fitta rete che conta un pubblico esercizio ogni 182 abitanti, l’andamento generale è negativo: in media il settore della ristorazione ha perso quasi 10mila imprese in 10 anni, con un calo particolarmente accentuato per i bar, calati del 18,2%.
Ma gli andamenti territoriali sono profondamente diversi. Napoli detiene il primato delle aperture, 704 esercizi pubblici in più tra il 2015 e il 2025, con un aumento percentuale del 19,7%. E non è un primato delle metropoli: al secondo posto arriva Matera, con 52 bar e ristoranti in più, un aumento del 17,7%, e poi Tempio Pausania, più 15,2%. Nella top ten anche Carbonia, Catanzaro, Torre del Greco, Taranto, Potenza e Palermo.











