La prima campanella dell’anno sta per suonare e sono 876 i docenti precari in provincia di Arezzo. E il dato più pesante arriva dal sostegno: 609 insegnanti, contro i 267 impegnati sulle cattedre ordinarie. La nostra, in particolare, è la quarta provincia toscana per numero di insegnanti a tempo determinato, dietro Firenze, Pisa e Pistoia, come si osserva nel grafico a fianco. A chiudere la classifica ben poco virtuosa è Massa, con soli 464 precari.

È questa la fotografia scattata dalla Flc Cgil Toscana sull’avvio dell’anno scolastico 2026-2027, nella quale si vede un aumento del precariato e, soprattutto, una situazione particolarmente critica proprio sul sostegno, dove la quota di insegnanti a tempo determinato si avvicina al 50% a livello regionale. Il dato aretino arriva mentre le scuole stanno completando gli ultimi tasselli degli organici. Alle superiori la situazione delle cattedre è complessivamente vicina alla piena copertura: 547 posti assegnati su 592, pari al 94%, mentre 45 risultavano ancora da coprire e 20 erano le rinunce già note.

Ed è qui che si incrocia il secondo dato regionale denunciato dalla Flc: circa 400 docenti hanno rinunciato al ruolo in Toscana. Non soltanto, secondo il sindacato, per le dinamiche delle graduatorie, ma anche per ragioni molto concrete: il costo degli affitti, quello dei carburanti e la distanza tra la residenza e la sede assegnata possono rendere economicamente insostenibile l’accettazione di un posto stabile. In diversi casi, spiega la Cgil, entrano in gioco anche la gestione dei figli e gli impegni familiari.