L’Europa deve cambiare passo. E deve farlo adesso, con scelte concrete capaci di incidere sulla vita delle persone, sulla sicurezza, sul lavoro, sui salari, sul costo delle bollette e sulla competitività delle nostre imprese. L’avanzata di Alternative für Deutschland in Germania preoccupa profondamente. Ma indignarsi non basta, occorre capire. Se una forza con posizioni così estremiste riesce a mobilitare milioni di cittadini, conquistando anche una parte consistente di chi prima non votava, la politica democratica ha il dovere di chiedersi perché. E soprattutto di agire. La mia posizione sul neonazismo non ammette ambiguità. Appartengo a una famiglia che porta nella propria storia le ferite del totalitarismo nazionalista e razzista. So che cosa significhi la memoria. Proprio per questo credo che difendere la democrazia significhi non soltanto condannare gli estremismi, ma comprendere e rimuovere le condizioni che consentono loro di attecchire e crescere.
La Germania è un caso emblematico. La locomotiva economica d’Europa ha rallentato. La crisi industriale ha colpito imprese, lavoratori e territori. Famiglie e aziende hanno pagato il costo dell’energia, l’inflazione e trasformazioni economiche troppo spesso governate attraverso vincoli anziché opportunità. A questo si aggiungono immigrazione, sicurezza e la sensazione che molte decisioni vengano prese lontano e a scapito dei cittadini. È su questo terreno che l’Europa deve cambiare. Il Green Deal ha imposto costi e tempi che hanno messo in difficoltà famiglie e interi comparti industriali. Non possiamo difendere l’ambiente sacrificando fabbriche e posti di lavoro, mentre la Cina, che da sola produce più di un terzo di anidride carbonica del pianeta, sostiene senza regole le proprie industrie. Servono neutralità tecnologica, energia a costi competitivi, meno burocrazia e una vera politica industriale europea attenta a tutti i settori produttivi come agricoltura, artigianato e commercio. Sono parlamentare europea da due anni e lo sostegno dal primo giorno di attività.













