Retorica e interessi. Nell’illusione di poter sensibilizzare le opinioni pubbliche in tanti insistono sul fatto che oggi l’Europa, democratica e liberale, è in condizioni critiche, che i suoi «valori» sono minacciati. Questi appelli, però, rischiano di cadere nel vuoto. In primo luogo, i suddetti valori non sono condivisi da tutti. Dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Francia alla Germania, dalla Germania all’Italia e alla Spagna, maggioranze tiepidamente favorevoli ai principii della civiltà liberale fronteggiano agguerrite minoranze illiberali di destra e di sinistra. Una maggioranza tiepida può essere facilmente sopraffatta da minoranze combattive. Minoranze che, in un’epoca di confusione, con le loro rozze parole d’ordine, conquistano l’attenzione di molti elettori spaventati e disorientati. È possibile che in breve tempo alcune di quelle minoranze siano in grado o di catturare governi o di condizionarli pesantemente. In tale prospettiva, giusto per fare un esempio ovvio, perché mai Putin dovrebbe accettare di chiudere oggi la guerra in Ucraina? Egli sa che, tra non molto, certi suoi amici europei potrebbero essere nella posizione utile per fare venir meno il sostegno europeo a Kiev. L’impressione è che, nel frangente attuale, metterla sul piano dei «valori» sia inutile o controproducente. Serve di più parlare il linguaggio degli interessi.
La trincea degli interessi comuni
La difesa dell’Europa. Valori, sicurezza e benessere: niente slogan, contro gli estremismi bisogna puntare su obiettivi concreti
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