Il voto della Commissione speciale del Parlamento europeo sullo Scudo democratico apre una nuova fase nella risposta europea a disinformazione, interferenze straniere e attacchi ibridi. Dal rafforzamento del Dsa al sostegno ai media, fino alla proposta di un Centro europeo per la resilienza democratica, il testo approvato punta a dotare l’Unione di strumenti più coordinati contro le pressioni esercitate da attori ostili. La riflessione di Giulio Terzi di Sant’Agata, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Politiche Ue di Palazzo Madama

Pochi giorni fa la Commissione Speciale del Parlamento Europeo sullo “Scudo Democratico” (EuDs) ha votato e approvato quello che potremmo definire essere il testo fondamentale, l’incipit, la base di partenza per proteggere l’Europa e i suoi Stati membri dalle nuove “bombe a mano” del XXI secolo: minacce ibride, fake news, propaganda e manipolazione delle informazioni, attacchi cyber a istituzioni e privati cittadini. Un testo, quindi, davvero rilevante, che dopo l’estate approderà, a settembre, al Parlamento europeo.

Il relatore Tomas Tobé e la Presidente Nathalie Loiseau hanno ripetutamente sottolineato – nella discussione prima, a margine del voto dopo – come adottare a livello europeo strumenti per fronteggiare tali insidiosi attacchi sia cruciale. Russia, Cina, Iran, Bielorussia e Corea del Nord sono i principali attori dietro queste offensive, ma la minaccia principale resta comunque quella russa. Non è un caso che nella relazione approvata, tra le misure, vi è anche la proposta di ampliare le sanzioni contro i soggetti che facilitano la disinformazione russa – una risposta coordinata alla “lista nera” predisposta da Mosca contro cittadini, giornalisti ed eurodeputati europei.